Published On: Lun, Giu 27th, 2016

Genova: 7 tubature saltate in 10 giorni. Merito dell’acqua pubblica? Le virtù di una privatizzazione reale e non di partito

Il sistema degli acquedotti italiani fa acqua da tutte le parti. Nonostante il clamore, puramente politico, visto che è avvenuto nella Firenze “di” Renzi, della perdita di acqua sul Lungarno, il record appartiene a Genova con sette tubature saltate negli ultimi dieci giorni. Proteste e scandalo: Iren che fa un paradosso che nemmeno Achille e la tartaruga: “Abbiamo speso 10 milioni di euro per la manutenzione ordinaria e straordinaria”. Ecco, appunto, come si spendono i denari nelle così dette “utility” partecipate dagli Enti Pubblici. Il modello Grecia non ha insegnato nulla all’Italia, e si continua come prima, peggio di prima.
In questi giorni le strade sembravano dei geyser islandesi a Molassana, a Bolzaneto, a Pontedecimo, a Principe e Dinegro. Eppure c’è chi invoca che le cose restino in mano “pubblica”. Come per l’Atac di Roma? Come per i trasporti liguri?

M5S sbaglia nella mitizzazione della gestione “pubblica” delle aziende, cosa che ha fallito da 40 anni a questa parte. La gestione privata deve avere lo scopo di lucro ed essere inserita nella libera concorrenza del mercato, e non gestita in monopolio dal “pubblico”, che ha costi maggiori rispetto alle aziende veramente private, costi scaricati sugli utenti.
Pertanto in Italia il vero sistema dovrebbe essere quello utilizzato nelle società democraticamente realizzate, in cui le aziende vengono gestite dai cittadini e non dai partiti (quali essi siano!) e dai burocrati o da aziende falsamente private. Il lucro è sinonimo di efficienza, mentre strutture che non si danno l’obbligo del profitto sono sinonimo di inefficienza e di costi scaricati sulla collettività.

Scrive invece M5S Liguria:
“Lo scoppio quasi in contemporanea di Principe e Dinegro – osservano i portavoce del MoVimento 5 Stelle Liguria Alice Salvatore e Marco De Ferrari – è la metafora del fallimento delle scellerate politiche di privatizzazione dell’acqua, che, ovunque sono state applicate, hanno provocato incidenti, rotture, disservizi di ogni tipo, a fronte delle bollette più care d’Italia: Federconsumatori parla addirittura di oltre 350 euro a famiglia a Genova, quasi 100 euro in più rispetto alla media nazionale! Il tutto in barba al volere di 26 milioni di italiani che nel 2011 hanno sancito con un referendum che l’acqua deve rimanere in mani pubbliche”.

“Esattamente un mese fa, si è aperto un enorme cratere sul Lungarno. Il gestore? Publiacqua Spa, specchietto del potere renziano – ricorda il portavoce pentastellato – Ora è toccato a Genova, solo per un colpo di fortuna senza conseguenze peggiori. Guarda caso, anche qui a gestire le reti idriche c’è una società privata, Mediterranea delle Acque, che fa parte del gruppo Iren. Mentre il Partito Democratico (e Doria) continuano a sostenere le privatizzazioni a tutti i livelli, Genova sprofonda nei buchi di bilancio e nelle voragini in strada”.

“L’acqua pubblica è una delle cinque stelle del nostro MoVimento e uno dei primi punti che porteremo avanti se Genova diventerà a 5 Stelle – conclude Salvatore –  I beni comuni non devono essere gestiti a scopo di lucro! L’acqua è un bene pubblico e la sua gestione può essere solo e soltanto pubblica”.
bolletta acqua

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