Published On: Mar, Ago 14th, 2018

Genova, crolla ponte su A10. Morti e feriti, Liguria isolata. Perché è colpa nostra

Purtroppo, ci vediamo costretti a interrompere la pausa estiva, a causa del crollo del viadotto Morandi sull’autostrada A10 a Genova.
Le vittime sono 22, ma potevano essere molte di più, dal momento che quel ponte, che collega la Francia e la Liguria di Ponente a Genova e alla rete autostradale verso il resto d’Italia, è crollato la vigilia di Ferragosto e in pieno giorno.
Il disastro è pesantissimo, sia per il numero di vittime, sia perché a metà estate la Liguria si ritrova con un’autostrada deviata all’interno di Genova, sia perché sarà pesante la ricaduta negativa sul porto di Genova, i cui container viaggiano in gran parte sui Tir.
Siamo costretti a dire cose spiacevoli, ma lo facciamo per rispetto delle vittime, per le quali non bastano e non servono parole di condoglianze, e nemmeno il dolore dei familiari.
Per rispetto dei morti si dovrebbe risolvere una situazione tremenda: quella delle infrastrutture liguri e genovesi -ma anche italiane.
Il disastro nasce da lì, ma prima c’è da fare una premessa fondamentale, se vogliamo che i cittadini, sempre pronti a ragliare contro i cattivi politici (che tali sono, in gran parte), aprano finalmente gli occhi.
Perché siamo noi i responsabili del crollo dei ponti (e di molto altro: qualche mese fa era diventato inagibile il tribunale di Bari), se :
Non siamo capaci di votare politici che lavorino per ammodernare e migliorare le infrastrutture;
– Se, per egoismo pur legittimo, riduciamo una città come Genova (già ridotta malissimo) a essere quasi la sola città al mondo priva di una circonvallazione autostradale. Ne scriviamo da anni. Non ci stancheremo di farlo.
Se vengono a mancare opere essenziali (anche per l’ambiente!) come una circonvallazione ci si ritrova a piangere le vittime del crollo del ponte Morandi sulla A10 di Genova. Vediamo perché.

Oltre alla circonvallazione genovese -detta “Gronda di ponente” (esiste anche l’idea -finora più che fantascientifica- di una “Gronda di Levante, una bretella autostradale tra il Tigullio e Serravalle, che con quella di Ponente dirotterebbe molti camion e TIR).
Della Gronda di Ponente, che toglierebbe l’autostrada a una corsia dal centro di Genova, si parla dagli anni ’80 del secolo scorso. Invano.
Non solo, c’è anche la questione del Terzo valico ferroviario, quello che toglierebbe dalla strada centinaia di migliaia di container sui TIR. Finora i container che arrivano all’hub lombardo di Busto Arsizio arrivano soprattutto da Rotterdam, perché fanno prima ad arrivare da Rotterdam che dalla vicinissima Genova.
EBBENE, è pur vero che ci sono partiti (di cui non vogliamo più nemmeno fare il nome) che, per convenienza elettorale, cavalcano la tigre di carta dell’ignoranza e della grettezza umana, cioé le armi che in Italia bloccano tutte le infrastrutture…
MA se quei partiti esistono e/o hanno quelle idee è perché ci sono elettori a dir poco pazzi.
Finché non capiremo che le infrastrutture sono fondamentali per l’economia di una nazione, e per la sicurezza di chi viaggia (come vediamo in questa giornata infausta), nulla cambierà.
Ci terremo quindi le nostre autostrade larghe 6 metri -se va bene- e ci terremo ponti come il ponte Morandi, che si è accartocciato come un castello di carte, perché se non si combina nulla, e non si combina niente anche quando si realizzano opere. Le realizzano da cani.
C’è ancora qualcosa da dire… Il ponte Morandi aveva problemi strutturali…
In qualsiasi nazione civile, si sarebbe provveduto immediatamente a sistemare la questione. 
Invece in Liguria (a Genova, in Italia) non lo si è fatto.
Perché ?
– Perché per ogni lavoro pubblico c’è un iter burocratico che dura anni;
– Perché a Genova non c’è uno straccio di circonvallazione autostradale, cosa che ormai c’è anche nella cittadina più sperduta dell’Africa (dove i cinesi costruiscono e aiutano gli africani, nel bene e nel male, più del papa e dei politici nostrani). E se a Genova non c’è nemmeno uno straccio di circonvallazione autostradale (per colpa nostra, ripeto), allora nessun politico si prende la briga di chiudere un ponte che poi crolla, dirottando il traffico di tutta l’autostrada franco-ligure dentro la città di Genova, il cui traffico è già sfigatissimo per questioni orografiche.
Ma se poi il ponte crolla, eccoci qui tutti uniti a piangere, ché in quello siamo maestri noi itaGliani.
E siamo anche maestri a inveire contro tutto e tutti. Non possiamo nemmeno prendercela con Cosa Nostra (perché siamo incapaci di debellarla, e questo è gravissimo). Dovremmo almeno inveire contro noi stessi. Se ci sono mafie, crolli, e se si fermano costruzioni e manutenzioni, prima di dare la colpa a Cosa Nostra dobbiamo darla a chi permette a Cosa nostra e allo sfascismo di esistere: Colpa Nostra.