Published On: Gio, Giu 18th, 2015

Genova degradata: piazzale Kennedy come la periferia di Detroit

Amministrare un Comune è sempre molto difficile, tuttavia è anche vero che ci sono amministratori capaci e altri meno capaci, che ci sono città difficili e altre meno complicate.

Si deve anche tener conto di questo “inedito di Giacomo Leopardi”:

L’italiano è siffatto: con una mano sospinge verso il trono qualsivoglia re si presenti, ancorché cialtrone, onde ottenerne favori; nel mentre che con l’altra mano eleva al cielo le voci, i sassi e le dita appropriate a insultare, colpire e infangare lo stesso potente, dopo che questi è addivenuto al potere. Quando il monarca sarà caduto sotto il peso di questo gioco, si ricomincia col nuovo venuto. (Paolo della Sala, Euforismi)

Però ci sono dei criteri di valutazione assoluti, scientifici, e quelli dovrebbero guidare i disastrati italians -quelli che Curzio Malaparte dileggiava perché la “plebe” di Napoli (e non solo) era passata in un lampo dall’adorazione di hitler e Mussolini alla parte degli angloamericani, convincendosi di essere stati loro alleati -e non loro nemici-, convincendosi di essere i vincitori della guerra contro “l’odiato tedesco”, e non degli sconfitti. …Per non parlare delle Autorità, che a volte fanno bene, a volte fanno male, a volte brillano per nullafacismo:

“Le autorità italiane! Un branco di ladri e vigliacchi, che fino al giorno prima avevano messo in galera la povera gente in nome di Mussolini, e ora la mettevano in galera in nome di Roosevelt, di Churchill, e di Stalin. Che fino al giorno prima avevano spadroneggiato in nome della tirannia, e ora spadroneggiavano in nome della libertà” (Curzio Malaparte, La Pelle)

Pertanto, al di là dell’appartenenza politica di Matteo Rosso, consigliere regionale di Fratelli d’Italia, e di Stefano Balleari, vicepresidente del consiglio comunale di Genova, il loro sopralluogo nella zona della Foce a Genova, in particolare nei dintorni di piazzale Kennedy a due passi dal quartiere fieristico, è oggettivamente indignante, e fa pensare alla Roma di Ignazio (nomen omen) Marino

«Lo scenario che si è presentato davanti ai nostri occhi è stato a dir poco avvilente – dicono Rosso e Balleari –: rifiuti, erbacce, manufatti abbandonati e degrado la fanno da padrone in una zona che dovrebbe rappresentare il biglietto da visita per chi arriva a Genova uscendo dalla sopraelevata. Quello che dovrebbe essere il benvenuto per turisti e visitatori all’inizio del nostro straordinario lungomare di corso Italia è oggi, purtroppo, il simbolo dell’incuria di cui è prigioniera la nostra bellissima città.

Vogliamo rilanciare il turismo in questa regione? Noi lo vogliamo ma è difficile quando il sindaco Doria consente che la nostra città, che potrebbe essere una meraviglia, sia abbandonata al degrado e al posto di un bel lungomare ad accogliere i turisti che scendono dalla sopraelevata c’è il Luna Park o il Circo ….quando va bene!  Secondo l’ultimo report Istat sulla qualità del verde urbano, Genova è tra le città con la minore dotazione di verde urbano a disposizione di ogni abitante: solo 9 metri quadri a testa contro i 32,2 della media italiana. Realizzare dei giardini accoglienti e curati nella zona di piazzale Kennedy potrebbe essere una soluzione molto gradita per le famiglie genovesi e un bel biglietto da visita per dare il benvenuto ai turisti in arrivo in città».
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