Published On: Ven, Lug 7th, 2017

Genova: per il rilancio della città Elisa Serafini pensa a Tel Aviv e Barcellona

Due modelli vincenti per cambiare il modello “catastrofante” di Genova, per la neo assessore al Marketing Territoriale e alle Politiche Giovanili Elisa Serafini.

Genova ha perduto il treno della riconversione postindustriale dopo la crisi della cantieristica e dell’industria manifatturiera e metalmeccanica degli anni ’80 e ’90. In Liguria negli ultimi 30 anni la riduzione del numero di occupati nel settore manifatturiero è stata grave, passando da 145.000 a 80.000 persone, in maggioranza tutti localizzati nell’Area metropolitana di Genova. L’incidenza del valore aggiunto dell’industria ligure su quella del Nord Ovest si è così ridotta dal 5,3% al 4,2%.
Al contrario, in Lombardia e in Emilia Romagna la riconversione alla produzione hi tech ha funzionato bene. Lo stesso vale per altre città e regioni estere.

Al recente Forum Ambrosetti tenutosi a Palazzo Ducale il 23 maggio, moderato da Gianni Riotta, ha colpito molto la relazione di Eytan Schwartz, responsabile del Tel Aviv Global and tourism, su Innovazione e Imprenditorialità.
Nella sola Tel Aviv, per esempio vi sono ben 1500 aziende startup, cioé nuove e in fase di crescita.
A Tel Aviv ci sono ben 84 “acceleratori di nuove aziende” (strutture che accompagnano la crescita), mentre a Berlino ce ne sono 24.
In Israele le aziende multinazionali R&D (Ricerca & Sviluppo) sono passate da 34 nel 2012 a 82 nel 2015. Parliamo di una Startup Nation… di 8 milioni di abitanti, e di una città di 3,5 milioni di abitanti (tutti molto giovani e laureati in gran parte).
Parliamo infatti di 1750 bar presenti a Tel Aviv: “Hi Tech e talento devono marciare insieme”, aggiunge Schwartz.

Tornando a Genova, si capirà che il tentativo di invertire la retromarcia in atto è un compito (quasi) titanico. Elisa Serafini cercherà di creare una “smart city” a Genova, col supporto dell’assessorato allo Sviluppo economico. Obiettivi: semplificare la burocrazia italiana e agevolare la vita delle aziende, così da portare lavoro e -questo sarebbe un miracolo- nuovi cittadini a Genova. L’idea è anche quella di assegnare spazi e locali abbandonati o vuoti a giovani artisti e a giovani aziende hi tech.

I modelli saranno Tel Aviv per lo sviluppo economico, e Barcellona per quello culturale.

export in Liguria