Published On: gio, Ott 11th, 2018

Genova: per salvare l’economia della città serve la Zona Economica Speciale

Il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Genova Paolo Ravaà e il presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini hanno inviato al presidente della Regione Toti e a tutti i parlamentari liguri il parere che hanno richiesto a un importante studio legale specializzato in diritto europeo per verificare la possibilità di istituire a Genova una Zona economica speciale anziché la Zona logistica speciale contenuta nel Decreto Genova.
Le opportunità favorite dalla ZES sono molto maggiori rispetto a quelle della ZLS.
Ricordiamo che Genova ha fallito il passaggio dall’industria 1.0 (che l’aveva vista protagonista nazionale fino agli anni ’70) all’economia globalizzata, al contrario di quanto hanno fatto in Lombardia, Emilia, Veneto. Di conseguenza la popolazione è fuggita dalla città. Da 45 anni a Genova vi sono più morti che neonati, e più trasferiti in altre città che arrivati. Tra le istituzioni nessuno si muove o nessuno si accorge del disastro. Nel 1971 la città di Genova contava 816.872 residenti, mentre nel settembre 2016 i residenti erano 583.973 -di cui 54779 stranieri (10%).
Di seguito il comunicato stampa.

Ordine dei Commercialisti e Confindustria al Parlamento: trasformare la Zona logistica speciale prevista dal Decreto Genova in Zona economica speciale

Superare la decisione contenuta nel Decreto governativo su Genova del 28 settembre di istituire a Genova una ZLS (Zona logistica speciale) e puntare invece sulla ZES (Zona economica speciale). È la proposta che il presidente dell’Ordine dei Commercialisti di Genova Paolo Ravà aveva avanzato subito dopo la diffusione del testo di quel decreto e che il presidente di Confindustria Genova Giovanni Mondini ha chiesto venga inserito nel Decreto nel corso della audizione parlamentare di martedì scorso.

Sulla base di quell’intuizione dell’Ordine e di Confindustria Genova, il presidente Ravà – con la piena approvazione del presidente Mondini – ha chiesto il parere di uno studio legale specializzato in in diritto della Comunità Europea. Il contenuto del parere è a totale sostegno dell’idea che, ora, Ordine dei Commercialisti e Confindustria Genova hanno inviato al presidente della Regione Giovanni Toti e a tutti i parlamentari liguri. Come è noto in queste ore il Decreto Genova va in discussione nella Commissione parlamentare.

Il parere del professor Francesco Sciaudone e dell’avvocato Andrea Neri dello studio Grimaldi, chiarisce la sostanziale differenza di agevolazioni tra ZLS e ZES e premette che quanto è accaduto col crollo del Ponte Morandi è compatibile con le deroghe contenute nel TFUE (Trattato sul funzionamento dell’Unione europea) dove viene precisato che “gli aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali” sono compatibili con il mercato comune.

In sostanza la Zona Logistica Semplificata prevista dal Decreto, che riguarda Porto e Retroporto di Genova, consente agevolazioni esclusivamente in misure di semplificazione amministrativa e accelerazione dei procedimenti. Sono cioè escluse le altre agevolazioni previste invece per le Zona Economica Semplificata, in particolare il credito d’imposta per gli investimenti nel limite massimo di 50 milioni di euro e le misure di accesso alle infrastrutture. Mediante la ZES nelle aree genovesi sarebbe possibile favorire lo sviluppo delle attività delle imprese già presenti e nuovi insediamenti industriali e investimenti, in virtù della previsione di speciali condizioni di operatività più favorevoli rispetto al regime ordinario.

A giudizio dello studio legale – che ha elaborato il proprio parere gratuitamente – le autorità italiane “potrebbero ragionevolmente invocare la deroga” al TFUE e ottenere per le aree genovesi i consistenti benefici della ZES.