Published On: mer, Set 12th, 2018

Germania: 24% delle merci va sui treni. In Italia il 13%. Urgono Terzo Valico e TAV

In Italia la ferrovia trasporta 20.072 milioni di tonnellate km, il 13% di quanto trasportato su terra, mentre il rimanente 87% viaggia su strade e autostrade.
In Germania, dove viaggia per strada il 64,6% delle merci (via ferrovia il 35%).
Nonostante quanto espressamente dicono incidenti mostruosi come quello dello scontro tra due TIR vicino Bologna, nell’estate 2018, in Italia c’è ancora chi combatte la TAV, su cui viaggerebbero milioni di tonnellate, connettendoci con Spagna e Francia e con Europa dell’est e Asia dall’altro (l’alternativa sono le orride autostrade nostrane, o il valico ferroviario del Fréjus, alto 1300 metri e inaugurato nel 1871 !). Anche politici al governo.
Ambientalisti italiani ci dicono che si dovrebbe pensare ad altro, e fanno i benaltristi a spese di tutti e dello stesso ambiente, citando il caso del porto di Gioia Tauro, al quale servirebbe un km. di binari per collegarlo alla linea ferroviaria Salerno Reggio Calabria. Ma realizzare 1 km. a Gioia Tauro non vieta di fare altre opere necessarie. Chi lo dice non è solo un benaltrista ma crea cattiva informazione, perché una pubblica opinione disinformata impone a una politica pre-scientifica di bloccare opere importanti, creando danni enormi per l’ambiente e per l’economia.
Per non parlare del Terzo Valico ferroviario tra Genova e Rotterdam.

Intanto a Genova il crollo del viadotto Morandi ha causato anche un disastro per la sottostante rete ferroviaria legata al porto. I governi stanno dormendo su una questone fondamentale

Il PD ligure scrive: “In attesa del decreto su Genova – nella speranza che il governo capisca che il problema non riguarda solo la zona rossa, ma l’economia dell’intera città e augurandoci che finisca lo stucchevole balletto sul commissario per la ricostruzione – sono due le priorità fondamentali: gli sfollati, per i quali è già stato avviato un percorso, e la riattivazione delle linee ferroviarie sotto il ponte Morandi. In quest’ultimo caso il tema centrale, nel rispetto della magistratura e delle norme di sicurezza, è riconsegnare al più presto quelle aree a Rfi per rimuovere i detriti e far ripartire i traffici merci e passeggeri. Si tratta di una priorità importantissima per il porto e quindi per l’economia dell’intera città, perché ogni giorno che passa salgono i costi per gli operatori portuali e aumentano i teu trasportati su gomma invece che su rotaia. Inoltre si sta esaurendo il carburante delle navi, i cui rifornimenti arrivano via treno proprio attraverso la linea ferroviaria attualmente interrotta.
Siamo a un mese dal disastro.

In Cina in 9 ore (nove ore!) 15000 lavoratori hanno costruito un nuovo collegamento ferroviario.

Da quanti decenni si parla o si lavora a TAV, Terzo Valico, e alla circonvallazione autostradale di Genova?

Esplosione TIR, tangenziale Bologna, estate 2018. Non è una bomba atomica, ma forse sì: per l’ambiente.