Published On: Mer, Apr 24th, 2019

Gioielliere e pentito di mafia assassinato in un parcheggio pubblico a Chiavari

Nel Tigullio vi sono molti pentiti di mafia, e anche molti mafiosi, fuggiti dal sud o intenzionati a costruire nuovi orrori criminali a nord.
Una miscela pericolosa e micidiale, com’è forse successo questa notte a Chiavari, dove un gioielliere, già “collaboratore di giustizia”, è stato raggiunto da un killer in un agguato notturno nel silos del parcheggio di via Dante, sopra il supermercato Conad.
L’uomo si chiamava Giuseppe “Pino” Orazio e aveva 70 anni.

Il movente
La polizia dovrà stabilire il movente dell’omicidio, che non è detto sia necessariamente legato alla frequentazione della mafia, ma potrebbe essere legato all’attività di gioielliere o a vicende private.

L’assassino dovrebbe aver colpito alle 20 di ieri sera, quando il parking è praticamente deserto. Solo alcune ore dopo un uomo ha visto il corpo di Orazio riverso a fianco della auto sulla quale stava salendo.
Alle prime, sembrava una morte per arresto cardiaco. Solo all’arrivo del medico legale si è individuato un piccolo foro causato forse da un proiettile, sparato alle spalle da alcuni metri di distanza.
Ma non è detto che il foro sulla nuca sia stato provocato da una pistola.
Se così è stato, si trattava di un’arma di piccolo calibro (22). Se ne trovano di diverse marche sul mercato legale, con prezzi che vanno dai 300 ai 3500 euro. Ma in Italia la vendita di armi, molto controllata nel mercato legale, è libera e incontrollata per i criminali.

Sembra esclusa la pista di una rapina, dal momento che la borsa dell’orefice (che aveva appena chiuso la gioielleria nel carrugio, gestita con la figlia) è stata trovata vicino al corpo, con il portafogli integro.

L’aiuto migliore potrebbe venire dalle telecamere che si trovano nel parcheggio e in via Dante. Al momento questa morte resta ancora da chiarire, non solo per l’individuazione dell’assassino, ma anche sulle sue stesse modalità e cause.