Published On: Lun, Feb 10th, 2020

Giornata del Ricordo per foibe e pulizia etnica: bandiere a mezz’asta a Chiavari

A Palazzo Bianco oggi le bandiere italiana ed europea saranno esposte a mezz’asta, in occasione del Giorno del Ricordo delle vittime delle foibe (le cavità carsiche sparse a est di Trieste in cui furono gettati tantissimi italiani, non solo ex fascisti). Ma il Giorno del Ricordo evita anche il perpetuarsi del silenzio sulla feroce pulizia etnica che colpì gli istriani italiani all’indomani del formarsi della dittatura di Tito nella Yugoslavia. Italiani che non erano degli “occupanti” fascisti, ma che in realtà vivevano in Istria e Dalmazia dai tempi dell’Impero romano e non solo dai tempi della Repubblica di Venezia (tutte le architetture storiche dalla costa croato-dalmata e montenegrine sono veneziane. Si veda l’isolotto nel fiordo di Kotor, Dubrovnik etc.). Quindi si trattò di una vera strage e deportazione di un’etnia. Uno degli orrori del regime comunista finito nel 1989 con la liberazione di Berlino e dal Muro e di tutta l’Europa dell’est dalla schiavitù imposta dai Soviet russi.
Colpa non minore fu il comportamento avuto dalla sinistra comunista italiana, che non solo non accolse gli esuli italiani, ma li osteggiò politicamente e -a volte- fisicamente. Dopo di che -grazie anche al silenzio della Democrazia Cristiana, dal Partito Comunista Italiano calò l’imposizione del silenzio sugli esuli istriani. Una damnatio memoriae che testimonia che i totalitarismi del Novecento sono stati -si spera- una vergogna immane che deve cessare di riprodursi in questo secolo.
Vedi l’allucinante storia dell’esperimento di massacro ideato da Stalin con l’Isola dei cannibali

Così commenta, in una breve nota, il primo cittadino Marco Di Capua «Persecuzioni, stragi di massa ed odio generalizzato devono farci riflettere su un periodo della storia italiana tra i più feroci. Da qui la necessità di una memoria storica per ricordare insieme tutti gli italiani che hanno perso la vita nelle foibe, perché senza memoria non può esserci futuro».