Published On: Mer, Gen 27th, 2016

Giornata della Memoria: l’infamia -purtroppo attuale- della shoah contro gli ebrei

L’infamia della Shoah non è solo un “ricordo” del genocidio di un popolo, quello degli ebrei in Europa (e nel Medio Oriente, i cui poteri locali politico-religiosi erano allora alleati del nazifascismo), ma è anche un tenere vivo il controllo per evitare il ripetersi di simili misfatti, partiti dal governo nazista tedesco, sostenuti dalle Leggi razziali fasciste in Italia, e supportato dal governo di Vichy in Francia, dai governi locali di mezza Europa: dalle Repubbliche Baltiche e dall’Ucraina alla “civile” Scandinavia…

Ma è l’oggi che deve preoccupare: dopo il vergognoso atto della UE, che a 71 anni dalla liberazione dei lager, ha etichettato i prodotti israeliani provenienti dai Territorio conquistati con le guerre vinte da Israele (l’Europa però non bolla con la stella gialla i prodotti cinesi provenienti dal Tibet o dallo Xinjian, o quelli spagnoli provenienti da Melilla (in Marocco) o quelli francesi provenienti dalla Martinica e Guadalupe (ancora colonie, nonostante le proteste represse).

Ed ecco invece perché siamo non così lontani dai decenni infami, in Europa:
– L’uccisione di una mamma ebrea a casa sua non fa notizia sui media europei;
– Il silenzio dei media e la viltà di polizia, magistratura e politica sui nuovi crimini contro gli ebrei, le donne, gli omosessuali etc. NON sono progressismo, ma anzi un fattore diretto di crescita dei razzismi e dei nuovi fascismi in tutta Europa. La situazione, purtroppo, è quella qui presentata:

A Parigi, Tolosa e Copenaghen, cittadini ebrei sono stati uccisi da musulmani. Per il solo fatto di essere ebrei.
Troppi Imam sono liberi di predicare e incitare all’odio contro gli ebrei all’interno delle moschee europee. Spesso gli Imam definiscono gli ebrei “discendenti di scimmie e maiali“.
Il terrorista che ha ucciso una giovane guardia di sicurezza di religione ebraica lo scorso anno a Copenaghen, nei pressi di una sinagoga, era stato in una moschea della capitale danese il giorno prima dell’omicidio.

La stagione della “caccia all’ebreo” è ormai aperta anche in Francia, tanto che 15.000 ebrei hanno lasciato il paese negli ultimi due anni. Già nel 2014, il 75% degli ebrei francesi ha perlomeno pensato di lasciare il paese.
Nel 2006, un giovane ebreo francese, Ilan Halimi, è stato tenuto prigioniero e torturato per 24 giorni da una banda di musulmani, poi gettato, nudo e ammanettato, in un campo. In Europa, questa barbarie è stata praticamente nascosta.

Come ha scritto il magazine “The Atlantic” nell’aprile 2015:

In Francia 475.000 ebrei rappresentano meno dell’1% della popolazione del paese. Ma l’anno scorso, secondo il Ministero degli Interni francese, il 51% di tutti gli attacchi razzisti ha preso di mira gli ebrei.

Le statistiche di altri paesi sono simili.
Nel 2014 e nel 2015, gli ebrei in Europa sono stati uccisi, picchiati, pedinati, le donne violentate, solo per essere ebrei. “Sporco Ebreo”, “Morte agli ebrei” e “Ebrei ai forni” sono frasi che si possono sentire per strada.

Nessuno di questi effetti collaterali causati anche da una cospicua immigrazione musulmana sembra interessare i progressisti, i media o i presunti difensori dei diritti umani.
L’accusa di “razzismo” è più forte della difesa dei diritti umani, oppure, ancora una volta in Europa, il razzismo non è mai contro gli ebrei?

In Svezia si sono verificate “molteplici aggressioni sessuali” da parte di circa 90 giovani, provenienti soprattutto dall’Afghanistan e dalla Siria, durante un concerto tenutosi a Stoccolma lo scorso agosto.
Il più grande giornale svedese, il Dagens Nyheter, una volta informato dell’origine dei criminali non ha voluto dare la notizia.
Solo dopo gli attacchi Colonia – cinque mesi più tardi – il giornale svedese è tornato sull’argomento mostrando finalmente interesse su quanto accaduto l’estate precedente.

In Norvegia, le prime statistiche sugli stupri sono state rese pubbliche nel 2001: i casi di stupro sono aumentati del 40% dal 1999 e il 65% di tutti gli stupri sono stati commessi da immigrati non occidentali (soprattutto musulmani). In quel periodo, l’antropologa Unni Wikan ha pensato bene di rimproverare le donne, rinfacciandole di comportarsi come “norvegesi“, invece di “elaborare interiormente che viviamo in una società multiculturale. (…) Nella maggior parte dei paesi musulmani, si presume che la donna abbia commesso una colpa per essere violentata, ed è normale che gli immigrati musulmani mantengano questi tipi di ragionamenti quando si spostano in Norvegia“.

– La popolazione ebrea negli ultimi 10 anni è dovuta fuggire da quasi tutte le nazioni europee. Si veda su La Stampa:

Nel 2015 record di ebrei in fuga dall’Europa

Nel 2015 vi è stata la più alta emigrazione in Israele di ebrei dall’Europa occidentale: in tutto 9880. Lo ha annunciato l’Agenzia ebraica che ha indicato come causa del fenomeno la crescita di atti antisemiti in Occidente. In testa ci sono gli ebrei francesi: in circa 8.000 hanno lasciato la terza più grande comunità del mondo spinti dall’aumento degli attacchi antisemiti. Subito dopo gli ebrei inglesi (circa 800), poi quelli italiani e belgi.

«Questo numero record di ebrei europei in fuga indica che l’Europa non è più la loro casa e dovrebbe allarmare i leader Ue e servire – ha detto Nathan Sharansky, presidente dell’Agenzia ebraica citato dai media – come sveglia per tutti quelli interessati al futuro del Vecchio continente».

Proprio in Francia in questi ultimi giorni l’insegnate di una scuola ebraica di Marsiglia ha subito l’aggressione a colpi di machete da parte di un giovane arabo. Un episodio – senza dimenticare la strage all’Hypercacher di Parigi e a Charlie Hebdo – che ha indotto un esponente della locale comunità a chiedere agli ebrei di non andare in giro con la kippa’ (il copricapo religioso) in modo da non essere individuati.

Il programma della Giornata della Memoria a Sestri Levante

Dal 2000 con la legge n. 211 il 27 gennaio fu istituita la ‘Giornata della memoria’ durante il quale viene ricordatala la Shoah (sterminio del popolo ebraico). Venne scelto questo giorno perché data dell’abbattimento dei cancelli di Auschwitz. La scoperta di Auschwitz e le testimonianze dei sopravvissuti rivelarono compiutamente per la prima volta al mondo l’orrore del genocidio nazista. Anche l’Italia di Mussolini si è resa responsabile in modo diretto di questi crimini, attraverso le leggi razziali del 1938 e la persecuzione e deportazione nei lager nazisti di ebrei, oppositori politici, disabili, rom, omosessuali, asociali. Per far sì che questa barbarie non si ripeta occorre rendere attiva la memoria. Con queste convinzioni presentiamo il programma delle manifestazioni per celebrare la ‘Giornata della memoria’ proposto dal Comune di Sestri Levante a seguito di un tavolo di lavoro gestito dall’Assessore Lucia Pinasco e dalla Consigliera Mara Foresta in collaborazione con la sezione locale dell’ANPI, le
scuole sestresi e l’Associazione culturale T.I.M.E.U.P.:
Ecco il programma degli eventi:
Giovedi’ 21/01 ore 10:30 a Pian di Coreglia una delegazione di studenti sestresi e membri dell’Amministrazione Comunale parteciperanno alla cerimonia in ricordo della deportazione ad Auschwitz degli ebrei internati nel campo di Calvari.
Martedi’ 26/01 “La nostra memoria”- Getto Viarengo incontra gli studenti delle classi terze della scuola secondaria di I grado “G.Descalzo”
Mercoledì 27/01 ore 10.45-12-30 nell’ Aula Magna dell’I.I.S. G. Natta – G.V. Deambrosis ’27 gennaio 1945: “Io non c’ero, ma voglio sapere…” Saluti da parte della Preside e delle autorità: Sindaco Valentina Ghio, presidente ANPI di Sestri Levante Ezio Vallerio; libera interpretazione degli studenti del romanzo di Fred Uhlman “L’amico ritrovato”; intervento dello storico Getto Viarengo; premiazione degli
elaborati degli studenti’.
Mercoledì 27/01 ore 21.00 in Sala C. Bo – Palazzo Fascie #memoriadelfuturo- Letture laiche e di fede di conoscenza reciproca – Con Mercedes Martini, Federica Kessisoglu, Stefania Sommi, Nicolò Casagrande, Silvia Sacco, Gianluca Malberti, Ottaviano Curzi, Diego Longinotti a cura dell’Ass. T.I.M.E.U.P
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