Published On: Lun, Gen 28th, 2013

Giornata della memoria: proseguono fino a mercoledì le iniziative scolastiche

Giornata della memoria - rapalloRAPALLO. La Giornata della Memoria, celebratasi ieri, ha lasciato un perenne invito alla riflessione. “La perpetuazione della memoria di cosa sia stata la follia dell’Olocausto è un dovere per tutti – sottolineano all’Istituto comprensivo Rapallo – Zoagli – tanto più per l’istituzione Scuola, che ha la responsabilità della formazione della coscienza sociale delle future generazioni”. Per questo motivo le scuole rapallesi di entrambi gli istituti proseguiranno le loro iniziative fino a mercoledì prossimo.

Nell’Istituto Comprensivo Rapallo-Zoagli sono state organizzate, per la giornata di oggi, letture di storie a tema, ad alta voce, come emozionante momento di condivisione che coinvolgeranno tutti i plessi (Dellepiane, Marconi, Antola, Teramo Piaggio). Le biblioteche delle Scuole Marconi e Antola ospiteranno una mostra di libri e un “baule della memoria” contenente libri e oggetti che sottolineino l’importanza delle fonti scritte e materiali.

Sempre nei locali delle Marconi si svolgerà una mostra di disegni di Helga Weissova, bambina vissuta nel ghetto di Terezin per poi essere deportata ad Auschwitz e saranno proiettati i film “L’isola in via degli uccelli” e “La vita è bella”. Dalle memorie visive all’inestimabile valore delle fonti orali: la Sig.ra Ada Falco, ebrea che subì le leggi razziali e si dovette nascondere per non essere deportata, racconterà la propria esperienza ai bambini delle classi quarta e quinta.

Il momento più coinvolgente si svolgerà questa mattina alle ore 12 alle Marconi, quando, per commemorare l’ingresso ad Auschwitz delle truppe sovietiche, tutti i bambini intoneranno un canto aprendo le finestre della scuola invitando la città a fermarsi e riflettere. “Invitiamo tutti i cittadini a portarsi al di fuori dei plessi del nostro Istituto per partecipare e condividere questo momento, facendo sentire ai nostri bambini che la giornata della Memoria non è solo un argomento scolastico – comunicano dall’Istituto – è importante che gli alunni non solo “imparino”, ma sentano dentro sé stessi la gravità di quanto accadde, non solo in termini di vite umane cancellate, ma anche e soprattutto per capire di quale aberrante azione contro la dignità umana siano stati capaci il Nazismo e il Fascismo”.

Gli studenti di terza media dell’Istituto comprensivo Rapallo assisteranno invece a due speciali lezioni di storia curate dal professor Paolo Battifora dell’Ilsrec (l’Istituto Ligure per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, impegnato ad approfondire e trasmettere la memoria della Resistenza, del Novecento e degli eventi storici che lo hanno contraddistinto). I ragazzi, attraverso la visione di documenti e immagini, saranno invitati a riflettere sulla responsabilità dei cittadini nella società civile di denunciare, prevenire e fermare l’intolleranza sotto qualsiasi veste si presenti.

Infine mercoledì 30 gennaio, alle ore 16.45, il plesso scolastico di Via Frantini (ex Giustiniani) si aprirà alla città per presentare una commemorazione delle vittime dell’Olocausto attraverso letture e brani musicali, eseguiti dagli alunni e dai docenti di Strumento e di Canto Corale.

“In quell’occasione ricorderemo che lo sterminio non ha riguardato solo gli ebrei, anche se si parla sempre di loro perché hanno subito milioni di perdite – spiega Sabrina Merani, una delle insegnanti che si sono distinte nell’organizzazione dell’evento – Nei lager sono finiti omosessuali e zingari, malati di mente e dissidenti politici. Di loro si è raccontato poco, ma conoscere le ragioni di questa grande tragedia ci aiuta a non dimenticare mai che, nella storia dell’umanità, il “diverso” è sempre stato guardato con sospetto ed emarginato. Nella natura umana è costante la lotta tra desiderio di comprendere ed accogliere, e tendenza ad emarginare l’altro fino a chiudere gli occhi e voltare la testa se viene perseguitato. Ciascuno di noi possiede caratteristiche che potrebbero scatenare la discriminazione. Se facciamo prevalere modelli uniformanti, potremmo un giorno diventarne vittime”.

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