Published On: Gio, Feb 9th, 2012

Giorno del ricordo, poche celebrazioni nel Tigullio

Una Giornata della memoria per le vittime della Shoah e un Giorno del ricordo per non dimenticare i cinquemila italiani massacrati in Istria, Dalmazia e Venezia Giulia tra il 1943 e il 1945. Domani 10 febbraio in tutta Italia si ricordano le tante vittime dei partigiani comunisti di Tito, perseguitati solo perché italiani: una pulizia politica ed etnica in piena regola, mascherata come azione di guerra o vendetta contro i fascisti. In realtà nelle cavità carsiche chiamate foibe vennero gettati ancora vivi, l’uno legato all’altro col fil di ferro, uomini, donne, anziani e bambini che in quel periodo di grande confusione bellica si erano ritrovati in balìa dei partigiani comunisti jugoslavi.

La castiglionese Alessandra Dentone, bibliotecaria del paese, ha scritto una tesi di laurea sul dramma vissuto dalla famiglia della madre, nata a Rovigno d’Istria e costretta a fuggire dopo aver optato per l’annessione all’Italia. I partigiani del regime comunista sequestravano e torturavano quelli che consideravano traditori, facendoli poi sparire nelle cavità carsiche del terreno affinchè non fossero mai più ritrovati. “Oltre a perdere tutto, la loro identità e le loro radici, i miei familiari una volta in Italia si sono ritrovati stranieri in patria – spiega Dentone – sono stati accolti male, considerati fascisti e per questo discriminati”. Negli occhi dell’anziana nonna di Alessandra, 89 anni, ancora vivo il ricordo di quei giorni drammatici: la fuga a piedi verso l’Italia mentre il nonno si allontanava a remi da Pola, la permanenza in un campo profughi vicino al lago di Garda, il miraggio di un lavoro in Liguria con la Società Italia e il viaggio in treno senza acqua ne cibo, disprezzati perchè italiani d’Istria. Come loro, altri 350 mila si sono allontanati da quelle zone, lasciando intere città spopolate: molti di coloro che erano rimasti dopo la prima ondata di violenze, successiva all’8 settembre 1943, non sono sopravvissuti alla seconda, nel 1945.

Racconti dolorosi ma veri, di cui le nuove generazioni devono fare tesoro: a questo proposito giovedì 16 febbraio i locali della biblioteca comunale ospiteranno una mattinata di approfondimento e dibattito su due delle pagine più sanguinose della storia contemporanea, offrendo agli allievi di quarta e quinta elementare la possibilità di conoscere fatti e persone. La proposta viene dalla maestra Maria Carla Cademarchi: “in classe abbiamo preparato i bambini con la visione del film di Roberto Benigni La vita è bella e la lettura di Scarpette rosse e Se questo è un uomo – spiega l’insegnante – due esperti racconteranno come si sono svolti i fatti e la loro valenza storica”. Se il Professor Fausto Figone introdurrà la vicenda dell’Olocausto e della persecuzione degli ebrei, sarà il sestrino Graziano Stagni a parlare del dramma delle foibe, vicenda meno nota ma altrettanto sanguinosa, di cui persino Castiglione Chiavarese possiede testimoni ancora in vita. Tra i numerosi film e documentari che ripercorrono i momenti più tragici di quegli anni si segnala anche il film Porzus, dadicato ai fatti che videro protagonisti un centinaio di gappisti comunisti alle dipendenze degli sloveni che massacrarono 22 partigiani della brigata Osoppo.

Poche le celebrazioni in programma nel Tigullio: è di questi giorni la protesta rivolta al sindaco di Genova Marta Vincenzi per non aver promosso alcuna iniziativa commemorativa nel capoluogo ligure. Due anni fa l’allora neoeletto sindaco di Santa Margherita Ligure Roberto De Marchi aveva intitolato una piazza ai martiri delle foibe scatenando poi molte polemiche quando annunciò di voler concludere le commemorazioni del 25 Aprile nella piazza da poco inaugurata per voler simbolicamente ricordare insieme e con eguale dignità i morti di entrambe le tragedie.

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