Published On: Lun, Set 7th, 2015

Gli scout di Chiavari e del Tigullio a Sarajevo e in Bosnia per una route di servizio

Tra il 10 e il 20 agosto gli scout di Chiavari e del Tigullio si sono recati in Bosnia ed Erzegovina dove hanno svolto una route di servizio.
Gli scout effettuano una route di cammino e ogni tanto una route di servizio. Si dovrebbero svolgere entrambe, ma quest’anno si è effettuata solo la route di servizio – commenta Don Matteo Benetti, assistente spirituale degli scout (che conduce la parrocchia di Reppia), il quale aggiunge – …Con le suore presso cui abbiamo effettuato servizio vi è un’amicizia consolidata nel tempo.”

Il gruppo infatti si era già recato nel Paese balcanico. Gli scout erano andati in Bosnia ed Erzegovina nel 2004, in quell’occasione era stato sistemato il campo giochi situato davanti al San Raffaele di Vitez, e nel 2008, durante quella route era stato realizzato un ponte che viene utilizzato dalle suore che si spostano tra le due strutture di Vitez. Gli scout quest’anno hanno risistemato il ponte e il sentiero che segue. Per Don Matteo questo era il terzo viaggio in Bosnia ed Erzegovina, sempre come assistente spirituale degli scout. “Rispetto alle altre volte in cui ero venuto – commenta Don Matteo – vi è più ricostruzione ma, come abbiamo potuto ascoltare da tante persone, la situazione generale nel Paese è ferma, il Paese è bloccato.”
Durante questi giorni vi sono state anche importanti visite. Gli scout si sono recati a Srebrenica e al Memoriale-Cimitero in cui si ricordano e riposano le vittime del massacro. È stata anche visitata una mostra fotografica che permette di rendersi conto della tragicità del crimine. Il gruppo ha visitato Travnik, importante centro musulmano e città in cui nacque Ivo Andrić, scrittore e diplomatico jugoslavo che ricevette il Premio Nobel per la letteratura “Per la forza epica con cui ha tracciato e rappresentato i destini umani concernenti la storia del suo Paese”. Gli scout si sono recati alla pista da bob realizzata per le Olimpiadi invernali del 1984. Oggi la struttura è lasciata al degrado, è diventata, si potrebbe dire, un simbolo del tragico e veloce epilogo della Jugoslavia. Durante quelle Olimpiadi, che furono una grande prova di unità del Paese, oltre che un grande successo, non si sarebbe certo immaginato cosa avvenne pochi anni dopo nel Paese balcanico. Il giorno di ferragosto gli scout hanno partecipato ad una festa dove hanno incontrato tante persone che attualmente vivono in Germania, Austria, Slovenia, Italia, perché, a causa della guerra, sono dovute emigrare. I ragazzi hanno incontrato una signora di Piacenza che avendo formato una famiglia in Italia, avendo figli cresciuti in Italia, ritorna in Bosnia ed Erzegovina solo durante queste occasioni. Gli scout hanno anche visitato l’orfanotrofio gestito dalle suore a Sarajevo e la città -che è capitale della Bosnia ed Erzegovina. Hanno potuto vedere le tracce lasciate dalle varie dominazioni sull’architettura della città… La presenza, a pochi metri di distanza, di chiese cattoliche ed ortodosse, di moschee e sinagoghe. Si sono recati nel luogo dove venne assassinato l’erede al trono d’ Austria–Ungheria Francesco Ferdinando ed hanno potuto incontrare il Cardinale e Arcivescovo di Sarajevo Vinko Puljíc, che ha espresso alcune considerazioni sulle vicende storiche passate e presenti della Bosnia ed Erzegovina. Sulla strada del ritorno si è visitato in Croazia il Parco Nazionale dei laghi di Plitvice, istituito nel 1949 e primo parco nazionale croato. Questa zona del Paese balcanico è ricca di corsi d’acqua, laghi e cascate e fa parte del Patrimonio dell’Unesco dal 1979. In questo luogo molto bello si è celebrato il commiato di due ragazze del gruppo che hanno concluso il loro cammino negli scout.

Scout di Chiavari e del Tigullio in Bosnia

Scout di Chiavari e del Tigullio in Bosnia

scout bosnia 2

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