Published On: Mer, Feb 20th, 2019

Gli studenti del concorso sul Giorno della Memoria in visita nei lager. Oggi l’antisemitismo è di nuovo una fogna presente in tutta Europa: alcuni dati

Auschwitz-Birkenau è ancora presente nei vili atti e orride parole di troppi europei.
L’aggressione verbale al filosofo francese Alain Finkielkraut da parte di un movimento fascista-massimalista francese è un segnale che conferma che gli incubi del 1900 sono ancora vivi (prima della Shoah ci furono i pogrom in Europa dell’est, il caso Dreyfus in Francia, le leggi razziali in Italia, l’eugenetica in Svezia. In verità quell’aggressione è stata seguita da un altro atto di vigliaccheria e disumanità: l’ennesima irruzione in un cimitero ebraico sempre francese, coi disegni delle diaboliche svastiche sulle tombe. Non era la prima volta. Episodi disgustosi simili anche in Italia. La metà degli europei è già nella “zona grigia” degli Indifferenti di cui parlava Primo Levi. Le pulsioni vomitevoli sono in crescita ovunque: Svezia (+81%), Francia (+72%), Germania (+66%), Paesi Bassi (+65%), Regno Unito (+62%).

La delegazione ligure, di cui fanno parte gli studenti vincitori dell’ultima edizione del concorso regionale dedicato al Giorno della Memoria, nel corso del viaggio verso Auschwitz-Birkenau ha visitato il ghetto di Cracovia e la ex fabbrica Schindler. I giovani sono accompagnati, fra gli altri, dal vicepresidente del Consiglio regionale Luigi De Vincenzi e dal consigliere Giovanni Boitano. Oggi ultima tappa a Varsavia

Il Ghetto vecchio e il Ghetto Nuovo di Cracovia sono state, ieri, due tappe del percorso di memoria della delegazione del Consiglio regionale: gli studenti hanno visitato l’antico quartiere Kazimierz, che per secoli, fino alla fine della Seconda Guerra mondiale, ha ospitato la antica e numerosa comunità ebraica della città, che prima della Seconda Guerra Mondiale contava 68 mila persone rispetto ad un totale di 260 mila abitanti. I ragazzi, che erano accompagnati dal presidente dell’Assemblea legislativa Alessandro Piana, dal vicepresidente Luigi De Vincenzi, dal consigliere regionale Giovanni Boitano e dai rappresentanti della comunità ebraica, dell’Aned e dell’università di Genova, hanno visitato anche il “ghetto nuovo” di Podgorze  in cui, nel 1941, i 15 mila componenti rimasti della comunità ebraica di Cracovia furono concentrati dai nazisti, sopravvivendo in condizioni drammatiche a causa del sovraffollamento. L’area fu isolata dal resto della città con un muro: due anni dopo, i pochi residenti rimasti vennero deportati nei lager. Alle fine della guerra la comunità contava solo 3 mila persone: la maggior parte di loro decise di trasferirsi nello stato di Israele.

Ultima tappa della giornata è stata la visita dell’ex Fabbrica di Schindler, trasformata in un museo sulla Shoah e sull’occupazione nazista della città: il titolare dello stabilimento, un imprenditore tedesco, riuscì a salvare dalla morte oltre un migliaio di ebrei deportati nel lager facendoli lavorare, in condizioni più umane, nella sua industria che produceva pentole e oggetti smaltati per l’esercito tedesco.