Published On: Lun, Apr 25th, 2016

Glu ucraini del Tigullio sabato 30 aprile celebreranno la Pasqua col rito bizantino

Sabato 30 la numerosa comunità ucraina del Tigullio festeggerà la Pasqua. La celebrazione della Resurrezione di Cristo cadrà domenica prossima, secondo il rito bizantino che utilizza come calendario liturgico il calendario giuliano. La comunità vive un momento difficile, a causa del conflitto civile in corso. Sono passati quasi tre anni dall’inizio dello scontro con gli ucraini di origine russa e le persone della comunità vivono col timore che i propri cari possano essere chiamati al fronte. La spaccatura dell’Ucraina iniziò in seguito ad una serie di manifestazioni cominciate il 21 novembre 2013, dopo che il governo di Kiev sospese un accordo tra Ucraina e Unione europea che prevedeva la realizzazione di un’”Area di Libero Scambio”. I manifestanti chiesero le dimissioni del governo. La Russia intervenne nelle vicende interne per tutelare le persone di origine russa, così dichiarò il governo di Mosca. Secondo i russi inoltre le proteste erano sostenute da USA ed Europa. Non è così, ribattono gli ucraini. “I cittadini reagirono in massa alla decisione del governo filorusso. Molti giovani speravano che una relazione più stretta tra Ucraina ed Europa avrebbe date delle chances al loro futuro. Queste persone protestavano pacificamente e il governo reagì con violenza“, ricorda Valentina Payiek. Poi vi sono state le gravi annessioni russe della Crimea e Donbass (il bacino del Donec), ma successivamente l’attenzione internazionale si è spostata verso il terrorismo di matrice islamica, e la Russia gioca un ruolo importante nella lotta contro l’Isis in Siria e altrove.
Per questi motivi è calata l’attenzione su ciò che sta avvenendo in Ucraina. “Guardavamo all’Europa con ammirazione per la libertà e democrazia, ma ora ci sentiamo traditi, l’Europa non si interessa più di noi“, commenta Bogdana Tesabreeska.
Tutte le settimane parte dal Tigullio materiale raccolto dalla comunità per i soldati.
I nostri militari devono combattere al freddo senza l’abbigliamento adatto per proteggersi, all’inizio erano vestiti con semplici tute e avevano come scarpe delle ciabatte. Abbiamo inviato ai nostri soldati anche maglie e giacche“, aggiunge Valentina Payiek. La comunità celebrerà a giugno il suo giubileo, il sodalizio è presente nel Tigullio da dieci anni. “Siamo un gruppo numeroso, in questo momento difficile ci affidiamo al Signore nella speranza che illumini i cuori di coloro che possono far cessare questo conflitto riportando la pace nella nostra terra”, dichiara a Tigullio News Alina Bigun, guida della confratellanza della comunità ucraina. Gran parte degli ucraini del Tigullio sono donne che lavorano come infermiere o badanti, in un territorio che ha una alta percentuale di anziani. Lo stesso si può dire per moltissime altre lavoratrici originarie di altre nazioni dell’Europa orientale.

loc ucraina tigullio

Benedizione degli ulivi

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