Published On: Ven, Feb 3rd, 2017

Governo: no ai fondi per il Salone Nautico, senza accordi tra Ucina e N. I.

La vocazione italiana al suicidio è ribadita a ogni occasione, non solo in politica. Continua infatti la guerra tra Ucina e Nautica Italiana, le due associazioni del settore nautico che raggruppano i cantieri italiani che sono un’eccellenza mondiale. Il sottosegretario allo Sviluppo Ivan Scalfarotto ha fatto il massimo per cercare una mediazione che permettesse al Governo di concedere fondi a entrambe le associazioni, a patto che i due soggetti si riconoscessero reciprocamente, con un minimo di collaborazione attivata. Ma, al termine di un incontro di due ore e mezzo ieri a Milano, l’accordo non è arrivato. Il governo avrebbe concesso fondi sia al Salone di Genova di settembre (un milione e mezzo), organizzato da Ucina, sia al nuovo evento di Viareggio, previsto in maggio e organizzato da Nautica Italiana.

Senza accordi sfumano -giustamente!- i finanziamenti del governo. Perché mai sprecare denaro dei cittadini per finanziare la spaccatura tra i produttori, che si traduce in un aumento dei costi (due Saloni) e in una diminuzione dell’impatto internazionale degli eventi promozionali?
La Fiera di Genova si dichiara disposta a essere interlocutrice del Ministero dello Sviluppo Economico per il Salone di Genova 2017, come fatto dal 1962 al 2013.
Lunedi prossimo l’assessore regionale Rixi si recherà a Roma presso la sede del Ministero dello Sviluppo Economico, per proporre una soluzione basata su finanziamenti regionali. Rixi chiederà anche una mediazione a Confindustria, “madre” dei due gemelli in lite.
Certamente il Salone si ridimensionerebbe comunque. Il rischio conseguente -alto e concreto- è un ridimensionamento della promozione della nostra produzione di yacht per il mondo intero. Cioé una riduzione di vendite, di PIL e di posti di lavoro.
Complimenti.