Published On: Ven, Ott 25th, 2019

Grande concerto mozartiano per la Gounod Chorus Orchestra, il 7 dicembre a Sestri Levante

Nuova e impegnativa missione per Gounod Chorus Orchestra di Sestri levante, diretta dal M° Paolo Sperandio. Dopo la Messa solenne in onore di S.ta Cecilia, di Gounod, il nuovo tesoro da svelare è il Mozart compositore di musica sacra, ma anche autore di musica sinfonica pregevolissima e anticipatrice di quella Ottocentesca. Oltre alla Messa dell’incoronazione e all’Ave verum Corpus, sarà infatti eseguita la Sinfonia n. 36 in do maggiore KV 425 “Linz”, composta in pochi giorni da Mozart nel corso di un viaggio da Vienna a Salisburgo.
Si tratta di un salto qualitativo notevole, per la cultura e la crescita della sensitività delle persone nel Tigullio, che secondo noi andrebbe replicato anche a Chiavari e Rapallo.

Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791)
MESSA DELL’INCORONAZIONE “KRÖNUNGSMESSE” in do maggiore KV 317 per solisti, coro, orchestra e organo
GOUNOD CHORUS ORCHESTRA Sestri Levante – Basilica di S. Maria di Nazareth, Sabato 7 dicembre 2019 – ore 21.00

Ricorreva lo scorso l’anno il bicentenario della nascita del celebre compositore Charles Gounod (1818-1893), indiscusso protagonista del romanticismo francese. Si deve a Paolo Sperandio – organista della Basilica di S. Maria di Nazareth e della Chiesa di S. Antonio di Padova in Sestri Levante; direttore del Coro Segesta di Sestri Levante dal 1997 al 2008; membro della Commissione Liturgica Diocesana di Chiavari dal 2012
al 2014 – l’intuizione di celebrare l’importante ricorrenza proponendo la “Messe Solennelle en l’honneur de Sainte-Cécile” per solisti, coro, orchestra e organo, in onore della patrona della musica, degli strumentisti e dei cantanti.
Si è creato il Gounod Chorus Orchestra, costituito da un centinaio di elementi impegnati nell’ambito musicale sia amatoriale sia professionista: coristi del Coro Segesta e di vari cori parrocchiali sestresi, per la sezione vocale; professori d’orchestra del Teatro Carlo Felice di Genova, affermati musicisti e allievi del comprensorio, per la sezione strumentale.
La sera dell’11 luglio 2018, a Sestri Levante, il concorso di tante ‘anime’, che
hanno speso in molti mesi energia e passione per dar vita a questo progetto, è stato premiato da uno straordinario successo di partecipazione (tanto da riscontrare la non sufficienza della Basilica di S. Maria di Nazareth a ospitare tutti) e di critica: la chiesa barocca ha offerto un’acustica perfetta; coro e strumenti hanno prodotto un suono ora potente, ora permeato di intimistiche sfumature; la voce dei solisti (Gloria Sinnone, Pietro Chiari, Carlo Prunali) si è udita chiara e distinta; il pubblico con compostezza e silenzio ha fatto percepire il grande coinvolgimento in cui era immerso; il direttore Paolo Sperandio, alla sua prima esperienza con l’orchestra, ha entusiasmato.
In rappresentanza della Regione Liguria e del Comune di Sestri Levante, che hanno contribuito economicamente alla manifestazione, sono intervenuti rispettivamente il Consigliere regionale Claudio Muzio e l’Assessore alla cultura di Sestri levante Maria Elisa Bixio.
Una iniziativa di qualità, che a gran voce ha suscitato subito l’idea di un seguito altrettanto pregevole.
Ha preso il via dunque un nuovo progetto cui il coro sta lavorando già da tre mesi:
la MESSA DELL’INCORONAZIONE “KRÖNUNGSMESSE” in do maggiore KV
317 per soli, coro, orchestra e organo di Wolfgang Amadeus Mozart (1756-1791). Non molto chiara è l’occasione che originò questa partitura, datata 23 marzo.

La maggior parte dei biografi mozartiani concorda nel ritenere che il titolo ricordi le tradizionali feste per l’anniversario dell’incoronazione, avvenuta nel 1751 per disposizione del Papa, di un’immagine miracolosa della Vergine, custodita nel Santuario di Maria Plain vicino a Salisburgo, che nel 1744 avrebbe salvato la città dagli orrori della guerra.
Tuttavia, tesi più recenti, giudicando troppo breve l’intervallo cronologico fra il termine del lavoro di composizione e l’inizio dei festeggiamenti, e troppo grande l’organico strumentale in rapporto alle dimensioni della chiesa, respingono questa tradizione e attribuiscono il titolo al fatto che nel 1791 – anno della morte di Mozart – la Messa fu eseguita nella cattedrale di Praga per l’incoronazione del re di Boemia, sotto la direzione di quell’Antonio Salieri, musicista eccezionale, il cui nome l’immaginario collettivo ha legato indissolubilmente ad una presunta rivalità e inimicizia con l’autore stesso.
Qualunque sia stata la circostanza per cui il ventitreenne Mozart diede vita a quest’opera, ciò che ci rimane «[…] è un canto esultante da cui la fede trabocca e si trasforma in speranza e in cui il sentimento della gloria di Dio sostiene ed esalta la fiducia» (H. Ghéon).
Destinata alla liturgia, vi troviamo musicati i testi liturgici dell’Ordinario della Messa (Kyrie, Gloria, Credo, Sanctus, Benedictus e Agnus Dei); pur appartenendo al genere delle “Messe brevi”, la KV 317 mostra un impianto ambizioso e imponente che prevede l’utilizzo di una nutrita orchestra, di un coro e di quattro solisti.
«Stringatezza formale, orecchiabilità dei temi, contrasti facilmente accessibili di atteggiamenti fastosi con altri pensosi e lirici, una scrittura corale prevalentemente omofona e la semplice bellezza dei “soli” contribuirono a farne una tra le composizioni sacre di Mozart più popolari» (B. Paumgartner).
«[…] riunisce in una fusione perfetta due aspetti che sembrano inconciliabili: un carattere popolare e un modello, sapiente e perfettamente elaborato, di ciò che Mozart considerava l’ideale estetico per una messa, nel rispetto delle proporzioni della Messa
breve» (C. De Nys).
«[…] Ogni brano della Messa è un canto che ha una propria vita autonoma. […].
Ma se li guardiamo più da vicino, ci accorgiamo che questi brani, che musicalmente sono Arie con accompagnamento, movimenti di una Sonata o di una Sinfonia, si uniformano scrupolosamente e con naturalezza al significato profondo del testo sacro, benché vi
dominino la gioia e la gloria. Ma lo scopo della nostra vita non è proprio questo: il raggiungimento della gioia e della gloria?» (H. Ghéon).
Questi sono solo alcuni tra i giudizi di eminenti musicologi, che sottolineano la perfezione formale e la sapiente scrittura, ma anche la semplicità e la bellezza dei temi, che rendono facile e commosso l’ascolto dell’opera da parte di qualsiasi tipo di pubblico.

Oltre alla Messa, il programma prevede altri due capolavori di Mozart: la Sinfonia n. 36 in do maggiore KV 425 “Linz” e “Ave Verum Corpus” (KV 618), mottetto per coro, orchestra d’archi e organo.

Direttore: Paolo Sperandio. Solisti: Eliana Vannucci (soprano), Marta Peri
(contralto), Pietro Chiari (tenore), Carlo Prunali (basso). All’organo: Davide Noceti.
Cornice della manifestazione, nuovamente la Basilica di S. Maria di Nazareth. In questo tempio di origine seicentesca, ricco di storia e di arte, impreziosito da un organo di pregevolissima fattura (Fratelli Serassi di Bergamo – 1832), lo sguardo corre immediatamente al caleidoscopio di marmi policromi dell’Altar Maggiore sormontato dalla statua della Vergine di Nazareth: opere mirabili del genovese Francesco Schiaffino (1689-1763?), incastonate in un suggestivo gioco di prospettive dipinte sui muri del
presbiterio e del coro dai pittori Rocco Costa e Giuseppe Galeotti nel 1770.
S. Maria di Nazareth: la Parrocchia per antonomasia non solo della nostra città, ma dell’intero Vicariato di Sestri Levante, che comprende anche i Comuni di Castiglione Chiavarese, Casarza Ligure e Moneglia; la Basilica del Santo Cristo, un Crocifisso miracoloso che una tradizione secolare vuole portato per mare, lavoro di umile artigiano, probabilmente del XIII secolo, non certo un’opera d’arte ma oggetto di una devozione profondamente radicata.
Luogo e data (7 dicembre) scelti per il concerto sono significativamente connessi: la Basilica si trova, infatti, a metà strada fra l’antica chiesa romanica sull’Isola, intitolata a San Nicolò, che la città di Sestri Levante celebra come suo patrono il 6 dicembre, e la Chiesa dei Padri Cappuccini, affacciata sulla splendida Baia del Silenzio e dedicata all’Immacolata, la cui solennità ricorre l’8 dicembre.
La manifestazione sarà adeguatamente pubblicizzata attraverso materiale
pubblicitario cartaceo di qualità (manifesti, locandine, depliants, programmi di sala), propaganda giornalistica, televisiva, radiofonica, social e inviti ufficiali a Istituzioni, Associazioni culturali e di volontariato, Parrocchie, ecc.
Il nuovo ambizioso progetto che Gounod Chorus Orchestra ha intrapreso vuole rappresentare ancora una volta un momento di valorizzazione e promozione di eventi culturali che, oltre all’indubbia valenza artistica, costituiscono una proficua opportunità di aggregazione e confronto tra età ed esperienze differenti, in quella che un biologo definirebbe in gergo “una ricchissima diversità”. Dall’allievo musicista al professore d’orchestra, dal corista parrocchiale al solista da palcoscenico: cento anime diverse unite
dall’amore per la musica, questo splendido linguaggio che, nella sua purezza e universalità, travalica i confini di stati, idiomi e ideologie.