Published On: Lun, Feb 25th, 2013

Grande successo di pubblico per Sestri Les vins

Domenica e lunedi Sestri Levante ha ospitato l’evento Sestri Les vins, di cui abbiamo già seguito l’attività preparatoria e i week end di promozione che si sono succeduti nel mese di febbraio.
Ieri alla due giorni di incontri e degustazioni si è avuto un boom di presenza davvero notevole. Alle 18 nei locali della sala congressi dell’Annunziata vi erano 500 persone, il che fa seguito a una giornata in cui le presenze sono state sempre altissime.

Anche questa mattina si è vista un’alta presenza di operatori del settore provenienti da diverse regioni d’Italia e anche dall’estero. Molti di costoro hanno partecipato al convegno che ha visto -tra gli altri- la presenza di Samuel Cogliati (conduttore, Possibilia Editore), di Cesare Benelli, ristoratore a Venezia (Ristorante Al Covo) e di Antonello Maietta, Presidente Nazionale dell’Associazione Italiana Sommelier.
Gino Veronelli -ha detto Benelli- utilizzava il simbolo del cuore per qualificare i locali e i piatti da lui segnalati. Anche io ho fatto qualcosa di simile, disegnando quel simbolo sulle bottiglie di vino naturale, con la legenda Vini che apprezziamo per la loro singolarità e naturalezza. In pochissimo tempo raddoppiammo la vendita di vini naturali, soprattutto presso gli stranieri. E’ molto importante -ha aggiunto il noto ristoratore- capire che i vini sono in binomio con i piatti ai quali devono essere abbinati”.
Maietta, presidente dei Sommelier italiani AIS, preferisce invece evitare etichette: “Esistono solo vini buoni o cattivi. Infatti i vini “naturali” possono avere anche alte qualità organolettiche.
All’estero poi si stanno concentrando molto sull’interazione tra vino e cibi“.

Aggiunge Cogliati: “A Londra c’è una notevole nouvelle vague con la diffusione di wine bar, molti dei quali dedicati ai vini naturali”.

Il presidente di VinNatur Angiolino Maule ha ricordato che il lavoro fatto dall’associazione da lui creata nel 2005. Un lavoro che ha evitato la ricerca di facili etichette (quella di “biologico” o “biodinamico”) ma ha puntato a coniugare la coltivazione senza chimica e con criteri stirneriani non ideologici, con la scientificità.
“Abbiamo prima studiato gli insetti e come limitarne i danni senza la chimica, e poi abbiamo studiato il suolo (vedi questo nostro articolo). Un vino convenzionale può utilizzare avere fino a 240 additivi chimici ammessi. Nella coltivazione biologica gli additivi non chimici o chimici ammessi sono circa 40. Nella nostra coltivazione vi è soltanto un elemento esterno ammesso: la solforosa (utile alla conservazione), che nel nostro protocollo ha un max di 35 mg contro uno standard superiore ai 130 mg nel vino che ha utilizzato la chimica.

Nelle nostre analisi sulle aziende convenzionate o da associare ricerchiamo circa 150 residui chimici. Il primo anni il 30% delle aziende che volevano associarsi aveva tracce di prodotti non naturali, alcune avevano la presenza di pesticidi nei loro prodotti. Ora sono scese al 22%.

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Convegno Sestri les vins

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