Published On: Lun, Lug 2nd, 2018

Grande teatro a Sestri Levante: Il Fu Mattia Pascal, interpretato da Montandon

Il Festival in una notte d’estate di Lunaria Teatro si apre all’insegna di Luigi Pirandello: venerdì 6 luglio all’Arena Conchiglia di Sestri Levante “Il fu Mattia Pascal” nell’inedita versione interpretata da Pietro Montandon, all’interno della rassegna “Teatri di Levante”

Saranno i percorsi dell’identità il filo conduttore della 21ª edizione del Festival in una notte d’estate di Lunaria Teatro che, come da consuetudine, alla sua storica sede genovese di piazza San Matteo aggiunge un ricco cartellone anche nella rivera di Levante. Il primo di questi appuntamenti è per venerdì prossimo, 6 agosto, all’Arena Conchiglia di Sestri Levante con “Il fu Mattia Pascal”: inedito l’adattamento per un solo attore, il bravissimo Pietro Montandon che, con un uso sapiente ed ironico delle maschere, darà vita e voce a tutti i personaggi del celebre romanzo di Luigi Pirandello. Lo spettacolo si inserisce anche nell’ambito della rassegna “Teatri di Levante”, in collaborazione con il Comune di Sestri, Mediaterraneo servizi e The Hub.

La scelta di realizzare un adattamento del romanzo pirandelliano per un attore solo approfondisce il tema dell’identità grazie ad una scrittura scenica che segue il percorso di “autoanalisi” fatto dal protagonista, andando a ritroso per ri-raccontare la sua vicenda. L’uso di maschere renderà visivo il contenuto filosofico dell’opera: l’assunto pirandelliano imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti verrà in essere.

L’attore PIETRO MONTANDON (per lunghi anni interprete nella compagnia Mummenshanz, con Lunaria Teatro straordinario interprete di Maruzza Musumeci di Andrea Camilleri) si servirà delle maschere per evidenziare la forte componente ironica della situazione inventata da Pirandello. Importante il lavoro sulle scenografie (di Giorgio Panni e Giacomo Rigalza) e i costumi (di Maria Angela Cerruti) che dovranno aiutare a calibrare l’umorismo tragico della interpretazione di Montandon e della regia.