Published On: Mer, Ott 16th, 2013

Grecia, il sole dopo i tagli: turismo a +17%

Turismo in Grecia col vento in poppa. Battuta cattiva: i tagli da “macelleria sociale” che hanno buttato in ginocchio lo Stato greco hanno fatto bene? Dunque il problema in Italia è che il nostro conservatorismo è una palla di piombo al piede, ed è per questo che il nostro Pil e il turismo non salgono? Ah, saperlo!

Intanto che non ci si prova nemmeno a lanciare un programma organico di rilancio del nostro Paese sui mercati mondiali, a pochi mesi dall’Expò 2015, sarebbe opportuno avviare una politica di defiscalizzazione del settore turistico per l’anno prossimo e il 2015, anno dell’Expò di Milano, così da renderci un poco più concorrenziali rispetto a Spagna, Grecia e Francia…

Di sicuro i dati sul turismo in Grecia nella stagione 2013 sono molto buoni.

Il turismo greco produce il 17% del Prodotto Interno e un posto di lavoro ogni cinque. Secondo Panos Lividas, segretario del Sindacato greco degli agenti di viaggio “… Ancora pochi mesi fa si parlava di uscire dalla zona euro… Oggi questa questione non ha più senso… Secondo l’FMI nel 2014 la Grecia crescerà… anche perché i greci hanno pagato un caro tributo al raddrizzamento della barca...”

Secondo Lividas i greci “hanno in maggioranza approvato le riforme, capendo che era la sola strada per un futuro migliore. Chi ha fatto durante la crisi discorsi estremisti e populisti era un nostro nemico…” Quest’anno gli arrivi sono raddoppiati e le entrate sono aumentate del 17,4% nei primi sei mesi dell’anno. Anche le presenze di settembre e ottobre sono in crescita.

TURISMO 2013 IN ITALIA, DATI E DEDUZIONI
L’impressione che le negatività italiane siano dovute al fatto che siamo la nazione più anti riformista del mondo si conferma una volta di più:

1.

Mentre i greci facevano da sé (con un’aggressiva campagna di abbattimento dei costi, resa possibile da minori tasse e da un costo della vita inferiore), in Italia a giugno c’è stato un modesto +0,2% di presenze alberghiere, seguito da luglio con un +0.7% ed agosto con un +1,4% per un risultato complessivo del trimestre estivo pari ad un +0,8% determinato da un -2,7% di clientela italiana e da un +4,7% di quella estera.
Anche se i pernottamenti e le presenze alberghiere sono aumentati, anche nel 2013 si rischia una contrazione del giro d’affari del -8%, a causa del ribasso del prezzo delle camere dovuto alla crisi (abbiamo verificato che in quasi tutti gli hotel del Tigullio i turisti stranieri contrattavano il prezzo di ogni camera, ottenendo così sostanziosi sconti).

Calo degli occupati nel settore da gennaio ad agosto 2013: -4,5% di lavoratori, di cui un -5,1% a tempo indeterminato ed un -4% a tempo determinato.

2.

Più investi, meno attrai
Il paradosso italiano del turismo regionale

La Sicilia spende il doppio dell’Emilia ma va peggio. La Valle d’Aosta spende 16 euro a turista, il Veneto i 60 centesimi…

3.

L’Italia è il quinto Paese più visitato nel mondo con 47,4 milioni di turisti stranieri, mentre il primato assoluto – che era nostro fino agli anni ottanta – è della Francia con 70 milioni di stranieri. Ora, però rischiamo di retrocedere addirittura dietro Inghilterra e Germania… (vedi qui).

In sintesi: non sappiamo se la “macelleria sociale” alla greca sia causa del miglioramento economico della Grecia nel 2013. Sappiamo però per certo che il metodo conservatore e gattopardesco (=nullafacente) del sistema italiano è persino peggiore della peggiore macelleria, visto che non porta nessun risultato utile. Se usciremo dalla crisi nel settore turistico (nella Riviera ligure di Levante, i dati non sono così pessimi) lo dovremo alle (poche ma) buone amministrazioni locali e ai buoni imprenditori locali, nonostante il nostro sistema statale sia ancor oggi grande elefantiaco e costoso almeno il triplo dell’Universo intero…

turismo, attività svolte

turismo dati

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