Published On: Mer, Lug 5th, 2017

Gronda autostradale di Genova: i 5S e il delirio del traffico, Delrio a Bruxelles

Il ministro Delrio è a Bruxelles per chiedere delle misure di finanziamento ingiuste per delle opere che sono giuste, a partire dalla Gronda di Genova. La “Gronda del ponente” è nient’altro che la circonvallazione autostradale di una città metropolitana, che resta l’unica forse, con la capitale del Botswana o con altre città di nazioni in miseria, a non avere una bretella autostradale che bypassi il centro città e che snellisca il traffico merci. Secondo i 5Stelle liguri Delrio chiederebbe un aumento dei pedaggi per finanziare la Gronda. Non sappiamo se sarà quella la soluzione adottata dai Governi italiani per le infrastrutture: noi non vogliamo che si soffochi l’economia con altre tasse. Sappiamo però che senza Gronda e senza Terzo Valico (la TAV merci), Genova si riduce a essere peggio di Lampedusa, quanto a collegamenti stradali e ferroviari con l’Europa e la pianura padana. E non parliamo di aeroporti…
Senza strade e ferrovie veloci per le merci del porto, continuerà tutto come oggi: con l’Egitto che fa il raddoppio di Suez in meno di un anno, e coi container che transitano da Suez, arrivano a Rotterdam e poi arrivano in Lombardia, perché fanno prima dall’Olanda che da Genova. La sintesi, se le posizioni 5stelle fossero per perpetuare questo stato di cose, sarebbe: “Delrio a Bruxelles, e delirio 5S“. Non crediamo, tra l’altro, che i genovesi e i liguri siano d’accordo con l’adorazione religiosa del “fancatsismo” delle opere pubbliche… Speriamo che i 5S liguri rivedano un luddismo antimoderno che si traduce -tra l’altro- in maggiore inquinamento e peggiori redditi per i liguri, e si impegnino invece per la realizzazione veloce di infrastrutture moderne, degne del XXI secolo, eseguite bene e senza pasticci e tangenti. Della Gronda si parla da 30 anni… Intanto in Danimarca hanno fatto un ponte con la Svezia, in Norvegia un ponte sommerso sotto il mare, in Turchia dei tunnel ferroviari e stradali sotto il Bosforo… Noi invece, continuiamo a beccarci traffico, pedaggi alle stelle, e trasporti dell’era napoleonica.

Interrogazione del MoVimento 5 Stelle in Regione

“Oggi il ministro Delrio è a Bruxelles per chiedere al Commissario europeo ai Trasporti l’ennesima proroga alle concessioni e un aumento dei pedaggi per poter finanziare la Gronda. In pratica, supplicherà l’Ue a non cambiare idea sul progetto e sincerarsi che l’opera parta entro il 2018. In gioco c’è molto di più di un semplice allaccio autostradale: c’è la credibilità stessa del Partito Unico di fronte agli amici degli amici; ci sono anni di lavoro della vecchia politica, che si è così alacremente spesa a favore delle lobby del cemento e ora non può permettersi di fare brutte figure.

Ecco come centrosinistra e centrodestra intendono utilizzare le nostre tasse: su opere inutili e devastanti per il territorio che mettono ancora più a rischio la nostra sicurezza; su autostrade che aumenteranno il traffico privato a discapito di quello pubblico; su un trasporto merci fatto di tir che viaggiano ormai semivuoti perché sempre meno utilizzati, anche se questo Delrio si guarderà bene dal dirlo a Bruxelles.

Come MoVimento 5 Stelle, siamo pronti a depositare un’interrogazione urgente sulla Gronda per chiedere alla Regione se sia stato avviato un aggiornamento del piano di utilizzo delle rocce da scavo, che risulta scaduto, e affinché verifichi la congruenza tra la richiesta di proroga della concessione e i costi reali di realizzazione dell’opera.

Noi non ci arrenderemo. Sappiamo che non sarà facile, siamo consapevoli dell’enorme massa di interessi che ruota attorno a ogni singolo metro di quest’opera, ma finché saremo qui ci impegneremo con tutte le nostre forze per fermare un progetto datato ormai quasi mezzo secolo fa, riproposto ad anni alterni sotto diverse etichette, e reindirizzare i 4,5 miliardi di euro sulla effettiva messa in sicurezza del nostro fragile territorio, che, secondo l’Ispra, è per il 100% a rischio frane e dissesto (dati 2016).

Tutto questo Delrio non lo dirà mai. Come non ricorderà che siamo di fronte a un’opera devastante che sventrerà le colline del ponente genovese con 30 km di nuove gallerie su 33, 136 milioni di euro di costo al chilometro, almeno 11 milioni di metri cubi di rocce da scavo e di movimentazione di terra amiantifera, e almeno 8 anni di lavoro, eterni cantieri, espropri e innumerevoli disagi per la popolazione. Dopo aver perso il mare, nel ponente genovese c’è il rischio concreto di perdere anche l’entroterra.”

Marco De Ferrari, portavoce MoVimento 5 Stelle in Regione Liguria

Norvegia, ponte sotto il mare