Published On: Lun, Set 15th, 2014

Guido Stagnaro, il sestrino che inventò Topo Gigio e la tv per i ragazzi

Quest’estate l’editore Mursia ha pubblicato “Guido Stagnaro, l’artigiano della tivù“, sottotitolo: “Storia di un pioniere del piccolo schermo”. Il testo è curato da Maria Teresa Melodia e si avvale della pregiata prefazione di Aldo Grasso, il migliore critico televisivo italiano, uno al quale non conviene mai dare torto, anche perché -oltre a essere mordace- ha davvero (quasi) sempre ragione. Il testo è un’utilissima lezione di vita, in quanto ci regala un racconto “anziano” utile a capire cosa sono stati i decenni trascorsi, la nostra infanzia. Come il racconto di un quinto nonno. Non a caso il disastro attuale che colpisce giovani e bambini è la mancanza del racconto degli anziani e dei genitori. In questo modo si resta privi di sorgenti, di passato, di metà del sapere.
Anche del sapere meno alto e colto, che poi è il vero sapere di base. Nel caso di Stagnaro, parliamo della tv dei ragazzi, e della vita quotidiana nel periodo della guerra e nella successiva ricostruzione: anni favolosi, in cui lo Stato era poco avido e i cittadini potevano lavorare per le loro famiglie. Anni in cui si viveva con poco, ma in cui il lavoro non mancava mai, e tutti, dai più straccioni ai più ricchi, riuscivano a mettere da parte il denaro sufficiente a comprare casa.
Guido Stagnaro ha costruito parte dello spettacolo di quel mondo, con uno spirito perfettamente ligure e sestrino: schivo, laborioso, creativo. Ha inventato e imposto Topo Gigio, la prima star mondiale dei ragazzi, ma poi ha proseguito nel suo lavoro, fino a diventare regista Rai di trasmissioni di qualità come La mia morosa cara (con Nanni Svanpa e Lino Patruno) e la famosa Nel mondo di Alice, la prima trasmissione a colori della tv italiana, con Milena Vukotic nella parte di Alice. Insomma, la tv giovane è passata in buona parte per le mani di questo sestrino poco conosciuto dal grande pubblico ma molto apprezzato dai professionisti che ci hanno resi figli della tv (una maledizione e una macchina per sognare insieme).
Ma ripetiamo: la colpa della tv è che essa ha ucciso i nonni e i genitori, inventando una baby sitter elettronica. Servivano i nonni e gli elettroni insieme, invece…

La tv di Stagnaro era colta: come sceneggiatore aveva Emanuele Luzzati, come attori la Vukotic, come cantanti il Quartetto Cetra o Donatella Rettore, come animatrice di pupazzi la Perego, come ospiti Enzo Tortora.

La storia dell’uomo è esemplare di un mondo che prevedeva una divisione culturale più marcata di oggi: la famiglia Stagnaro era alquanto agiata e la loro casa di piazza Sant’Antonio (nel centro di Sestri Levante) era guidata da un padre avvocato e da una madre inglese e insieme toscana e lombarda, che amava cantare la lirica e giocava con la scrittura, dopo aver frequentato il collegio in Svizzera. Il padre invece era un appassionato giocatore notturno di carte.

Una famiglia che poi si trasferisce a Chiavari, dove il piccolissimo Guido comincia a fare le sue prime rappresentazioni pubbliche con un teatrino di cartone dal quale muoveva personaggi di stracci e creava storie. Da Chiavari (liceo Delpino) poi il ritorno come sfollati a Sestri, dove però i bombardamenti non erano certo meno pesanti di quelli di Chiavari.
Dopo la guerra, e dopo aver oscillato tra il diventare avvocato e ingegnere, Guido si trasferì a Milano, dove fece la bohème studentesca, mentre tutt’intorno tutto rinasceva e le arti avevano una base popolare, anche grazie all’avanspettacolo e ad  artisti come Wanda Osiris, Carlo Dapporto, Gino Cervi, Emma Gramatica. La Scala ritrovava Toscanini e nasceva la Rai, in corso Sempione. Fu lì che Guido e altri due affamatissimi  soci (nonostante il sostegno familiare) diedero vita alla prima trasmissione per ragazzi: si chiamava I burattini all’italiana.
Da lì è tutta un’avventura in crescita, fatta in compagnia di artisti come Franca Valeri, Sandra Mondaini, del grande compositore ligure Luciano Berio. Nel 1955 Garinei e Giovannini, i grandi commediografi, chiamarono Stagnaro a Roma per il primo quiz televisivo, che si chiamava Duecento al secondo ed era condotto da Mario Riva (poi protagonista de Il Musichiere). Senza dimenticare il 1959, anno fatidico in cui Stagnaro crea il personaggio di Topo Gigio.
Il resto della storia è nel bel libro curato da M.T. Melodia (Mursia editore), corredato da molte interessanti fotografie. Varrebbe la pena di dare voce al nonno Stagnaro, e farlo parlare ai bambini delle scuole di Sestri levante.
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