Published On: Gio, Mar 16th, 2017

I balneari a Roma contro un governo “dormiente” sulla Bolkenstein

Forte delegazione dei balneare del Tigullio a Roma, per la manifestazione nazionale contro la Bolkestein, svolta insieme a commercianti e ambulanti, coinvolti anche loro dalle direttive europee.
Cna-Balneatori Liguria (Alessandro Riccomini, di Sestri levante) -promotrice della protesta con la confindustriale Assobalneari- si è divisa da Sib-Confcommercio, Fiba-Confesercenti e Oasi-Confartigianato, che non hanno partecipato alla manifestazione.
Hanno invece partecipato ACO Liguria e Donnedamare, associazione promotrice dell’evento.
La partecipazione è stata ampia, includendo anche le famiglie e i dipendenti di alcune aziende.

Si tratta di 30 mila aziende, collegate direttamente o indirettamente al settore balneare, con ben 300mila posti di lavoro. Una soluzione minima richiedeva almeno una gradualità nella libera contrattazione delle licenze.
Per Alessandro Riccomini (CNA Balneatori)

“Da decenni si parla di aumentare le tasse per la concessione demaniale. Lo si faccia per la grande maggioranza che paga poco, scorporando la percentuale di coloro che pagano già molto… Il ministro Calenda ha detto di farlo, ma ignorava forse che questa decisione spetta proprio al suo ministero. Noi saremmo d’accordo, su raddoppiare le tasse annuali, ma sulla Bolkenstein non possiamo scegliere di andare al fallimento e alla chiusura di attività familiari legate al territorio”.

In effetti il mercato è meno ricco di quello degli anni d’oro: le spiagge libere-attrezzate sono molte, poi ci sono gli affitta ombrelloni, e altri concorrenti.

La manifestazione era indetta anche dall’Associazione “DONNEDAMARE”.   Presenti anche  i vertici di ACO Liguria, l’Associazione Concessionari Ormeggi, che nel Tigullio unisce quasi tutte le imprese nautiche. In particolare si è manifestato contro il disegno di legge approvato dal Governo lo scorso 27 gennaio per istituire le evidenze pubbliche delle concessioni demaniali marittime.

 

Angelo Siclari pone l’accento sul fatto che Spagna e Portogallo hanno risolto e disinnescato la mina della Bolkenstein in pochissimo tempo, mentre in Italia ci si è chinati servilmente nei confronti di Bruxelles, innescando nel contempo chiacchiere infinite per anni interi:

“La stessa Direttiva Europea, che personalmente ritengo strumento di grande importanza nel contesto europeo, lo evidenzia: nel rispetto di libera concorrenza, di libera circolazione rimanda, tuttavia, agli Stati membri la tutela di ciò che per lo stesso rappresenta elemento/i di reddito, di ricchezza, di lavoro, e sotto gli aspetti  socio/economici.

 

E’ il Governo italiano che deve tutelare le proprie imprese, altrimenti a che serve? Desidero ringraziare a nome di ACO Liguria, ancora una volta, le “DONNE DAMARE”, la Presidente Bettina Bolla,  Laura, Patrizia, Fulvia e tutte le altre amiche che si battono con grande impegno e grande serietà. Per loro non ci sono parole sufficienti per esprimere gratitudine.

Noi concessionari di posti barca del Golfo del Tigullio saremo a fianco ai nostri amministratori regionali in questa battaglia poiché riteniamo dover tutelare le imprese che hanno fatto la storia della nautica  in Liguria garantendo  migliaia di posti di lavoro diretto ed un importante  indotto che ruota intorno ai nostri porti turistici ed approdi.