Published On: Mar, Apr 23rd, 2013

I commercianti del Tigullio contro l’outlet di Brugnato

Rendering-outlet-BrugnatoRAPALLO. Mentre si fanno sempre più concrete ed insistenti le voci di una prossima apertura dell’Outlet di Brugnato, i commercianti del Tigullio cercano di correre ai ripari contrastando quella che reputano essere un catalizzatore di flussi commerciali in grado di portare alla desertificazione commerciale dei territori limitrofi.

E’ quanto emerge dalla lettera inviata ieri dalla delegazione rapallese di Ascom al Presidente regionale Claudio Burlando ed ai componenti di Giunta e Consiglio in cui vengono sottolineati anche i potenziali rischi ambientali.

“Tale insediamento sorgerebbe in un’area oggetto di una delle più grandi tragedie degli ultimi decenni, esondabile e quindi palesemente a rischio – si legge nella missiva – Parliamo di un insediamento che, mascherato come aperura di tanti piccoli esercizi di vicinato, di fatto rappresenta una nuova Grande Struttura di Vendita con una forza attrattiva in grado non solo di sconvolgere il traffico, con conseguente impatto ambientale in termini di vivibilità del territorio assolutamente devastante, ma anche e soprattutto in grado di produrre effetti rovinosi su di un tessuto distributivo che copre un territorio che dal Tigullio arriva alla Lunigiana“.

Molte le problematiche: a partire dal delicato assetto idrogeologico del territorio di Brugnato che spinge i rappresentanti Ascom a chiedere come si possa pensare di assumersi la responsabilità di dare il via libera ad un tale insediamento in piena “contraddizione rispetto alle linee volte alla salvaguardia delle risorse naturali e alla tutela dell’ambiente, peraltro chiaramente espresse anche nella recente Programmazione Commerciale ed Urbanistica varata dalla Regione Liguria”; ancor più pressante è la contingente crisi economica e finanziaria che si abbatte duramente sul settore del commercio al dettaglio.

“Nuovi insediamenti di Grandi Strutture di Vendita, perché di questo si tratta, sono in grado di sconvolgere flussi economici e di produrre pesanti desertificazioni commerciali dei territori limitrofi con inevitabili conseguenze, in termini sociali ed occupazionali, assolutamente non comparabili rispetto alle nuove assunzioni che, in linea puramente teorica, potrebbero conseguire da queste nuove aperture – si legge nella lettera firmata dalla presidente rapallese Elisabetta LaiL’errore da non ripetere ancora una volta è di avvallare nuovi insediamenti che si configurino come cattedrali nel deserto e che producano un effetto centrifugo rispetto ai consolidati flussi commerciali”.

Occorrerebbe invece salvaguardare la vivibilità dei centri storici e delle micro piccole imprese, non vanificare gli sforzi comuni messi in pratica da Amministrazioni Comunali, Ascom e C.i.v. del comprensorio, mirati da un lato ad assicurare lo scalo di navi da crociera nei nostri porti e dall’altro ad assicurare accoglienza turistica e negozi aperti in occasione degli stessi.

“E’ contro logica voler attirare turismo con grandi strutture di vendita. Questa logica è opportuna a chi “non ha altro da offrire”; al contrario, i centri urbani liguri (tutti) hanno una storia e tradizioni appetibili “invidiabili” ed è quindi in questa direzione che una sana politica dovrebbe orientarsi – prosegue Lai – Il flusso di turisti collegato agli scali delle navi da crociera (organizzati per la gioia delle loro guide che in cambio di pochi spiccioli dirottano i croceristi evitando loro di poter ammirare posti più idonei alle loro volontà), già compromesso dalla presenza dell’Outlet di Serravalle Scrivia, sarebbe completamente compromesso dall’apertura di questo nuovo insediamento.Questo non significa una posizione pregiudizievole rispetto a qualsiasi apertura di Grandi Strutture di Vendita, ma significa solamente invitare chi di competenza a prediligere quegli insediamenti di G.D.O. in zone adeguate e prive di qualsiasi altra possibilità commerciale e turistica esistente. Costruire nel deserto e non rendere deserto ciò che oggi è vivo”.

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