Published On: Ven, Giu 13th, 2014

I NO come motore per fare meglio: i giovani e i voti a scuola

Pubblichiamo questo utile commento “a quadri scolastici aperti” della counselor Giovanna Rezzoaglio Ganci. I “NO” della vita sono utili come i sì, se non di più. Servono a imparare e a non scordare più, a partire dal rispetto e dal senso del dovere, collanti necessari in una civiltà che non rispetta più la distinzione di ruolo persino a partire dai genitori degli studenti, visto che si segnalano alcuni casi di insegnanti presi a gavettoni dai genitori, all’uscita dalla scuola, nell’ultimo giorno di lezioni.

“Termina l’anno scolastico e per moltissimi studenti è il momento di riflettere sugli esiti conseguiti. La generazione fragile di oggi rifugge spesso dal confrontarsi con se stessa. Non per deficit  di capacità di speculazione interiore ma per la mancanza di riferimenti certi dai quali non prescindere. Tra pochi giorni ci saranno studenti promossi, alcuni respinti, altri con debiti formativi. Valutazioni del rendimento scolastico? Si e no. Certo, l’oggettività dei risultati conseguiti dovrebbe essere insindacabile, ma la percezione del singolo non può essere ignorata, specialmente in età adolescenziale. Quanti genitori, quanti docenti sono realmente preparati ad affrontare le crisi che possono accompagnare i risultati non accettati dai nostri ragazzi? I figli si amano per ciò che sono, non per quello che vorremmo fossero. Gli studenti non sono numeri, non sono mele marce: sono esseri umani da proteggere e sorreggere. Anche una bocciatura può essere una grande risorsa, se genitori e docenti sono preparati a trasmettere il messaggio che non viene respinta la persona in quanto tale ma lo studente che non ha ottemperato ai suoi doveri. La coesistenza dei molteplici ruoli sociali che ciascuno di noi impara a ricoprire sin dalla più tenera età non è sempre pacifica. Maturare e crescere significa armonizzare i tanti “Se Stessi” che siamo. Una bocciatura è un “No” col quale convivere per crescere e diventare più consapevoli. Crescere è spesso sofferenza, come lo è poi la vita. Essere genitori è difficile ma l’amore verso i figli, se non inquinato dall’egoismo, è il balsamo che lenisce le ferite esistenziali. Non lasciamo soli i nostri figli con angosce e paure, la forma più alta di amore si manifesta con l’insegnare ad accettare i “NO” della vita. Ne siamo capaci? Per amore, quello vero, certamente.”

Giovanna Rezzoagli Ganci

deiva Alunni scuole

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