Published On: ven, Nov 30th, 2018

I tigullini colonizzarono la Mauritania sotto l’impero romano: scoperte del prof. Mennella

Il  prof. Giovanni Mennella, rapallese, docente di epigrafia latina e storia romana per tantissimi anni all’Università di Genova, da  questo mese è in pensione ma non tralascia di impegnarsi negli studi che lo hanno reso famoso in Italia e all’estero. Infatti proprio recentemente ha partecipato a due convegni di epigrafia, uno a Barcellona e l’altro a Venezia, e in entrambi i casi è stato festeggiato per il suo pluridecennale impegno. Ieri, a Genova, nell’Aula Magna dell’Università, dove era stato invitato per una lezione, ha avuto l’onore di essere accolto da numerosi suoi colleghi venuti anche da altre sedi e da una cinquantina di allievi laureatisi con lui negli ultimi decenni.

La lezione ha riguardato l’avventurosa scoperta di due nuove testimonianze epigrafiche avvenute nel Tigullio interno: il “cippo confinario” di un latifondo imperiale sul monte Ramaceto e il masso di Cichero” con centinaia di enigmatiche incisioni.  In particolare si è soffermato su quest’ultimo, sul quale sta studiando per cercare di decodificare e dare un significato alle lettere (che sembrano rune) e ai numeri romani che vi sono incisi.

Al prof. Mennella, che ha individuato e studiato, in Liguria come in Piemonte, centinaia di epigrafi latine, va il merito di avere dato una dimensione storica al “popolo” dei Tigullii, scoprendo tra le rovine di Chellà (la romana Sala Colonia), in Mauritania, una epigrafe con il nome di una personalità proveniente dalla “terra dei Tigullii”.
In questo modo è riuscito a porre fine al dubbio sulla reale esistenza di questa popolazione (o tribù), di cui si aveva conoscenza attraverso la citazione di Segesta (Sestri Levante) accompagnata da una specificazione che poteva essere intesa “Tigulliorum” (dei Tigullii) o “Tegularum” (delle “tegule”, le lastre d’ardesia).

Il “masso” di Cichero

Mennella è anche vicepresidente dell’Istituto Internazionale di Studi Liguri e presidente della Sezione “Tigullia”, che ha sede a Chiavari e che ha avuto tra i suoi primi presidenti un altro “rapallino” illustre, il prof. Pietro Berri.