Published On: Ven, Feb 28th, 2020

I tre meccanismi della comunicazione e le paure di massa, come quella del coronavirus

Vi sono tre tipi di argomentazione utile a persuadere un target.
Il primo tipo è utilizzato in ambiente GIUDIZIARIO -non solo aule di tribunale ma tutte le situazioni in cui si deve dare un “giudizio”- e riguarda il passato di fatti da valutare;
Vi è poi il discorso DELIBERATIVO, utilizzabile in ambiente politico, nei Consigli comunali, nei parlamenti, nei dibattiti… Riguarda il futuro e si sviluppa tramite il consigliare o lo sconsigliare un’azione, una normativa etc.;
Infine vi è il discorso EPIDITTICO, per il quale l’uditorio si trasforma in un insieme di spettatori, quindi l’ambiente in cui si agisce è simile a un teatro. L’epidittico riguarda il presente e riguarda la persuasione attraverso l’elogio o il biasimo di qualcuno.
Se il deliberativo si incentra sull’utile e il nocivo, l’epidittico si incentra sul nobile e/o sul vile, permette l’elevazione a eroe di un comune mortale oppure la sua demonizzazione.
Se il discorso giudiziario si basa su una catena di ragionamenti (sillogismi, entimemi, prove etc.), il deliberativo si basa sull‘esempio, per permettere di valutare le conseguenze di una politica pubblica sulla base di casi simili già applicati.
Il discorso epidittico invece per Aristotele si basa sulla AMPLIFICAZIONE.
Un oratore per esempio, dovendo fare un’orazione funebre, avrà agio di amplificare i meriti e di tacere sui torti del defunto. Ciò avverrà in assenza di ragionamenti e dati certi, il pubblico non avrà un metro sicuro di valutazione, se non quello emozionale destato dal comunicatore.
Ecco perché l’epidittico attiene più alla finzione che alla realtà.
Ora, uscendo dalle distinzioni di Aristotele, QUALE E’ oggi il tipo di argomentazione più diffusa?
L’epidittico.
Dopo i totalitarismi, quando la comunicazione poteva -e può ancora- essere accentrata nelle mani di un dittatore, oggi ogni argomento pubblico sembra emancipato dal controllo centrale. Cosa ha la funzione di amplificare senza dover render conto né ai fatti né alla logica, fino a dare luogo a fenomeni di distorsione?
Non c’è più il singolo oratore più o meno legato a un carro, bensì un insieme di comunicatori. Costoro possono decidere sui destini di un politico, di una intera popolazione, di un partito, senza dover risponderne di persona. Come il papato nel Medio Evo sono autocrati e infallibili, perché si mettono dalla parte del Bene, e quindi si comportano come una folla di monaci stagiriti. Voces clamantes in urbibus, agiscono come santi eremiti dediti al digiuno e alla purificazione. Insieme agli aristocratici dello spettacolo (la Trimurti degli attori, sportivi, musicisti), possono vaticinare sul presente e catastrofare o celestificare il futuro dei singoli o di una collettività. (*)
Sono gli incarnati dell’entità “Volontà Generale” di J.J. Rousseau.
Ecco perché il discorso epidittico ha finito per sostituire e inquinare ogni altro tipo di comunicazione, escluso il silenzio.

(*) In questo modo -anche involontariamente- si producono distorsioni nella percezione di massa come nel caso dell’isteria nel caso coronavirus, che in altri Paesi non ha prodotto paura nelle persone -essendo stata trattata come un’influenza-, ma certamente sta pesando ovunque sugli spostamenti di massa legati a lavoro e turismo, e sulla Borsa -ma quello è un fenomeno speculativo che a breve potrebbe rimbalzare…