Published On: Mar, Mar 21st, 2017

Il Bando della Besanza, vinto e perso da una ASD calcio. Comune da rifondare?

Insieme alla questione del centro di ospitalità provvisorio per immigrati, che nel Comune di Lavagna sarà dislocato nell’ex centro sportivo della Besanza (da Cavi borgo, verso Barassi), c’è una vicenda che va sottolineata, per capire quanti problemi vi siano nel Comune di Lavagna -al di là della presenza delle mafie nel territorio-. Parliamo di amministrazione, di organizzazione, di efficienza. Sembra che questi problemi siano proseguiti anche nel corso del Commissariamento da parte del Prefetto. Da un lato quindi appare urgente che il Comune abbia un sindaco. Dall’altro, con la mancanza attuale di leader capaci e autorevoli, la politica non è in grado di imporre il necessario rinnovamento.

La vicenda del bando pubblico di gara per la gestione dell’ex centro sportivo della Besanza, rimasto chiuso e in degrado per anni, è un caso di scuola per capire quanti errori vengano commessi dalla burocrazia amministrativa.

Il bando di gara è di fine agosto del 2015. Partecipano sei società sportive locali. Vince la ASD Lavagna Calcio a 5, il cui presidente è l’ingegnere Eugenio D’Orsi.
La vittoria è l’inizio di una lunga serie di vicende che si potrebbero definire kafkiane, o di “ordinaria” burocrazia.

Il 3 settembre 2015, l’ing. D’Orsi verifica nel corso di un sopralluogo che le strutture sono in forte degrado:

“L’impianto risulta in uno stato di degrado con una serie di interventi da effettuare per poter ripristinare l’attività e nello stesso tempo la sicurezza stessa della struttura.
In particolare si mette in evidenza:
– Stato di degrado degli spogliatoi;
– Opere di messa a norma dell’impianto elettrico secondo quanto previsto dalle normative
vigenti;
– Verifica dello stato di funzionamento dei sanitari;
– Generale presenza di evidenti segni di umidità che hanno provocato danni sia all’esterno sia
all’interno della struttura;
– Sostituzione con relativo dimensionamento dell’impianto di riscaldamento e acqua calda
sanitaria eliminando l’attuale impianto a GPL e installando nuovo impianto a metano;
– Intervento edilizio per l’eliminazione delle infiltrazioni dal tetto, adibito a parcheggio auto
per la struttura;
– Predisposizione ed adeguamento dell’impianto di sicurezza ed antincendio;
– Messa a norma ed eventuale ripristino delle attrezzature del bar/cucina (anche se rientranti
nelle attrezzature del Comune di Lavagna);
– Opere di ripristino degli infissi e dei vetri con eventuale sostituzione con l’obiettivo di
risparmio energetico;
– Opere di ripristino delle zone polifunzionali esterne;
– Opere di ripristino delle recinzione dei due campi da calcio a 5”.

La spese previste da un capitolato allegato all’offerta della ASD nel bando sono di 116.000 euro in totale.

La società provvede immediatamente ad allacciare le utenze (acqua e luce) ed avvia i primi lavori di pulizia e verifiche degli impianti. Ai primi di aprile la ASD inizia la procedura per il passaggio da GPL a Metano. I documenti necessari per l’autorizzazione all’installazione del nuovo contatore per il metano, che dovevano essere firmati dal Comune stesso, arrivano ai primi di giugno, ma l’Ing. D’Orsi a causa di un grave problema familiare, non riesce a farsi firmare le richieste prima dell’inizio dell’inchiesta che ha portato all’ingresso del Commissario prefettizio.
Il Comune è nella fase di sbando, dopo l’inchiesta per le infiltrazioni mafiose: ci sono in pratica solo i funzionari e i tecnici in attesa del pieno ingresso del Commissario prefettizio.

La ASD Lavagna esegue comunque altri lavori. Nel frattempo (luglio 2016) un gruppo di extra comunitari entra nella struttura. Danni ad alcuni nuovi impianti, vengono accesi fuochi. Servirebbe una denuncia per i danni subìti, ma il Comune non la fa partire. A quel punto la fa partire la ASD per conto dell’Amministrazione (in quanto affidataria degli spazi). Il Comune nel corso del mese di febbraio 2017 otterrà una cifra di circa 2500 euro (4000 euro totali meno 1500 di franchigia).

Sempre a luglio l’Amministrazione, in via informale, chiede le chiavi del cancello di ingresso per poter accedere alla struttura: è un’ispezione necessaria nel caso la Besanza venga utilizzata per ospitare gli immigrati (l’alternativa era a Santa Giulia).

Entro settembre 2016 la ASD Lavagna calcio a 5 doveva segnalare alla FIGC la sede ufficiale. A fine agosto il Comune aveva detto di procedere pure con la Besanza, senza frapporre problemi. Ma i problemi si susseguono: la società di calcio (che milita con buoni risultati nel campionato di serie C), affitta i campi da gioco di via Ekengren al prezzo di 2500 euro.
E serve sempre l’impianto di riscaldamento. A quel punto, anche a GPL. D’Orsi procede con le verifiche del caso per avere tutta la documentazione sull’impianto che era stato realizzato dal Comune. Ma non ce n’è traccia. Anche i Vigili del Fuoco non avevano nessun certificato per l’impianto (solo un progetto presentato nel giugno 1997 ed approvato nel luglio 1997 a cui doveva seguire l’iter di presentazione documentale e rilascio del relativo Certificato Prevenzione Incendi).
A inizio settembre D’Orsi inizia l’iter per l’ottenimento del Certificato Prevenzione Incendi, utile per poi attivare l’assicurazione e fare la fidejussione.
La ASD procede a presentare la S.C.I.A (Segnalazione Certificata di Inizio Attività per depositi di gpl il 22 novembre 2016) e dopo parere favorevole da parte del Comando dei VVFF, il 19 dicembre 2016 avviene il sopralluogo con l’Ok definitivo per ottenere la certificazione dei VVFF (ad oggi risulta alla firma del nuovo Comandante provinciale dei VVFF).
A novembre dal Comune viene comunicato l’inizio di procedimento di revoca dell’assegnazione perché c’era un termine per la presentazione della fidejussione.
D’Orsi scrive un report su quanto successo e sulla necessità di avere ogni cosa a norma prima della fidejussione, ma il 7 dicembre arriva una delibera di decadenza del Bando.
A quel punto la ASD chiede ma le spese da noi sostenute per mettere a posto la struttura? (manutenzione e controlli degli impianti, pratica del il nuovo serbatorio di GPL, con relativa fornitura di 1000 litri di combustibile).
Dal Comune di Lavagna si specifica che saranno liquidate solo le fatture di interesse dell’Amministrazione.
D’Orsi invia la documentazione delle spese sostenute. Al momento nessuna risposta.
Intanto c’è una perdita di acqua (le bollette sono intestate alla ASD Lavagna calcio a 5). D’Orsi va a controllare. Si trova con un nuovo lucchetto al cancello e vede cha la porta della caldaia, direttamente collegata al serbatoio di GPL, è stata asportata togliendo le cerniere con un flessibile: la caldaia è a vista, con 1000 litri di gpl nel serbatoio…

Il resto è storia di questi giorni, col Commissario straordinario che dice che la ASD non ha fatto nessun lavoro. Eppure le bollette ci sono, ci sono telecamere, impianti messi a norma. Ore di lavoro fatto. Serramenti messi e distrutti da teppisti (vedi in nota***).
Se ci sono stati ritardi nella fidejussione, questi dovevano essere segnalati subito, e comunque per versare i soldi servivano impianti e assicurazione a norma, il che non era possibile, dato che mancavano documenti e certificazione… Invece (evidentemente si sapeva già degli immigrati) il bando viene annullato solo a fine 2016, dopo un anno di lavori e burocrazia inutili. Sui rimborsi delle spese sostenute dalla ASD Lavagna calcio a 5, neanche un cenno.

***
“…Come si può desumere risulta una situazione che, nel caso in cui la società avesse presentato contabili di pagamento per il contratto e fidejussione, era mancante dell’assicurazione in quanto la struttura non era provvista di CPI rilasciato dai VVF, (attualmente la società ha ottenuto il CPI per nuovo impianto a GPL a seguito della visita in data 19 dicembre 2016 da parte del funzionario dei VVF che contestualmente ha evidenziato la grave mancanza da parte del Comune del CPI per la struttura come da normativa vigente dall’agosto 2011 e mi ha comunicato che si sarebbe riservato eventuale esposto ai danni del Comune stesso con conseguenze penali ed amministrative). Pertanto la società come comunicato a mezzo mail avrebbe fornito tutta la documentazione nel momento in cui ci fossero stati tutti i documenti in regola. Inoltre nel capitolato di gara non è stato espressamente menzionata la mancanza del CPI della struttura. A questo punto anche alla luce della rilettura del capitolato stesso e ad pareri di studi legali, potrebbero esserci gli estremi per un ricorso.
Ma alla luce della situazione attuale e alle spese effettivamente sostenute e di quelle da concludere per i fornitori intervenuti si richiede una transazione economica e si riportano le spese di seguito:
– Idraulico 3.500,00 euro – Serramentista 1.000,00 euro – Impianto di videosorveglianza >>> 1.800,00 euro – Fornitura attrezzatura antincendio 500,00 euro – Attrezzature per pulizia (lavasciuga) 1.200,00 euro – Materiale per rispristinare i campi 500,00 euro – Arredi vari 500,00 euro – Affitto dei campi siti in Via Ekengren per allenamenti e campionato 2.500,00 euro
Totale: 11.500,00
Inoltre la società aveva già interpellato un soggetto terzo, per la subconcessione del Bar – tavola calda/fredda firmato una scrittura privata tra le parti in vista poi di adempiere tutte le procedure del caso.
NB: il nuovo impianto GPL è provvisto attualmente di 1000 litri di combustibile che verrà lasciato direttamente all’amministrazione a serivizio dell’impianto sportivo senza alcun costo, in quanto la società ha stipulato un contratto che prevedeva progettazione, installazione e pagamento a consumo a mezzo contatore.” (Analisi situazione impianto, inviata nel gennaio 2017 all’attenzione del Commissario Prefettizio).