Published On: Gio, Feb 9th, 2012

Il clima nell’800: archivi di un parroco di Comuneglia

Monte Chiappozzo (Comuneglia)

Neve d’inverno e caldo d’estate… Il clima è davvero cambiato? Leggiamo gli appunti di un parroco dell’Appennino, presenti negli archivi della parrocchia di Comuneglia, e riflettiamo.

1814. Ha vinto Napoleone!… Vennero stimati altri segni celesti, in cui persone dotte e degne di fede asserirono di aver osservato figure umane con casco di guerriero. Una cometa spaventosa comparve per più sere verso occidente. Erano cose naturali; ma chi potrà mai nel popolo farle non stimare tristi effetti del cielo irato?

1820. Nella prima quindicina di luglio fu vista un’immensa nube di insetti bianchi passare sopra Scurtabò e Comuneglia e volgere verso il Monte Chiappozzo…

1823. Molte famiglie delle borgate di Cembrano, San Pietro vara e Salino furono costrette a ritirarsi in Toscana e Lombardia: perché la nebbia in giugno ridusse a minime proporzioni il raccolto del frumento: una siccità troppo prolungata in luglio e agosto annientò il granturco e la raccolta di castagne non riuscì troppo feconda. Un temporale di luglio …presentò uno strano fenomeno: sulle pietre, sulle foglie e su altre cose asciugate scorgevasi una notevole quantità di polvere rossiccia caduta con le acque. Diversi proprietari ne raccolsero e ne conservarono per anni. Si dice che taluno ne abbia venduto in Romagna come medicinale.

1829. …Un impetuosissimo scirocco alli otto ottobre ruppe e fracassò gran numero di alberi, con danni gravissimi. A questo curiosissimo vento tenne dietro una copiosissima pioggia che cagionò la perdita di molte castagne.

1832. Una siccità che da molti anni non si era provata la simile, limitò assai tutte le produzioni agricole… Parecchi astrologi intenti per capriccio ad allarmare la plebe avevano predetta la comparsa di una cometa tanto vicina alla terra che avrebbe cagionato danni mai veduti. Ciò aveva spaventati molti creduli e non valea l’eloquenza dei dotti a far cessare il male arrecato da questo pregiudizio. Solo si vide in agosto per diversi giorni il sole mattina e sera senza il solito splendore e poteasi senza alcuno sforzo degli occhi osservare come si osserva la luna.

1836. Ai tre di maggio cadde tanta neve che nessuno mai aveva veduta in simile stagione… L’inverno fu poi assai precoce e per il gelo andò perduta metà delle castagne… Sul cadere di novembre comparve per due sere un’aurora boreale assai pronunziata che incusse grave spavento nella plebe.

1873. Ben poco si riconobbe divisa la primavera dall’inverno: in maggio e in giugno si videro nevi, grandine e piogge così dirotte che ammollirono tanto il terreno che si manifestatono per tutto alluvioni terribili; ma in certi paesi della Liguria e del Parmigiano si mossero interi paesi con case, chiese e campanili. Cedette dopo sette mesi tanta umidità in luglio quindi per altri sette mesi grande siccità.

Fonte: famiglie Napolitano e Caprini, Opuscolo per il centenario di Sta. Maria Assunta di Codivara, 2003.

Displaying 2 Comments
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  1. Redazione ha detto:

    L’idea che mi sono fatto è che l’uomo influenza l’aria (si pensi a moltiplicare il diametro dei milioni di tubi di scappamento), ma non il clima, che vede più effetti da una qualsiasi eruzione vulcanica. Con un ottobre caldissimo, abbiamo però avuto un gennaio/febbraio freddissimi. In questi decenni abbiamo avvertito più caldo, ma non è detto che ciò non faccia parte della normalità-anormale del clima. Resto pertanto ottimista, anche se ovviamente dobbiamo cercare soluzioni per rendere l’aria più umana. Io penso ai gassificatori da biomasse, più che al solare. Ci sono novità straordinarie.

  2. Christian ha detto:

    Complimenti davvero interessante. Anche per vedere come gli eventi venivano accolti nell’800. La cosa che pero’ mi preme far capire e’ che se il clima e’ cambiato si devono analizzare piu’ che altro gli ultimi 30 anni… fino al 1900 l’impatto dell’uomo e’ stato zero sulla natura. Se prendiamo ad esempio l’ottobre appena trascorso ci rendiamo conto delle differenze. “L’inverno fu poi assai precoce e per il gelo andò perduta metà delle castagne…” se pensiamo all’ottobre e al novembre trascorsi quest’anno… ci son state notti d’ottobre sopra ai 20 gradi…

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