Published On: Gio, Dic 22nd, 2016

Il colmo: i lavoratori dei Centri per l’impiego rischiano la disoccupazione

Leggere che nel Consiglio regionale della Liguria si è discusso del rischio disoccupazione per i lavoratori del Pubblico impiego dovrebbe farci riflettere con estrema sollecitudine. Leggere il Comunicato in fondo al testo e trasecolare…
Con la disoccupazione che abbiamo, ben superiore a quella dei Paesi “liberisti” a libero mercato, dovremmo avere una crescita impetuosa per gli ex “Uffici di collocamento al lavoro”. Invece sono proprio i lavoratori pubblici dei Centri per l’Impiego a rischiare di perdere il posto di lavoro. E’ il colmo dei colmi, qualcosa che dimostra che il sistema ex mussoliniano-leninista della tutela totale dell’economia, e delle Amministrazioni che entrano nel Mercato per “dirigerlo”, è un abominio che solo gli italiansky possono tollerare e non comprendere, grazie anche all’azione del Partito dei Media, che collabora con la politica nel perpetuare il sistema feudale.

Ogni volta che sentite la parola “tutela” alzate le antenne: nel migliore dei casi toccherà a voi mantenere in vita un’azienda fallita e “partecipata“.
Oppure toccherà a voi pagare i prepensionamenti e gli anni di zombizzazione tutelata dell’azienda morente.
Oppure passeranno invano anni di zombizzazione aziendale. Voi pagherete i costi della sopravvivenza oltre la morte economica, i lavoratori, dopo aver gioito, resteranno comunque senza lavoro e senza prepensionamento . L’azienda verrà esorcizzata e morirà, anche se con ritardo.
E’ il caso della trattativa per Almaviva, già siglata lo scorso maggio (un rinvio iniziale), poi vertenza riaperta a ottobre; poi chiusa in queste ore ma rinviando a marzo il problema. Mentre gli stipendi vengono pagati lo stesso non si dice che sono soldi buttati al vento, ed è proprio su questo che i lavoratori dovrebbero riflettere, chiedendo un nuovo lavoro, o nella stessa azienda ristrutturata, o in un’altra, sana (unico modo per essere garantiti!). Chiedere invece l’elemosina per qulche mese, in un’azienda decotta, peggiora solo la situazione. Serve un lavoro, non un’elemosina.

Teorema: Ogni azienda pubblica che non produca reddito è un danno per l’economia globale di uno Stato e va chiusa al più presto.
Corollario: Il sistema dev’essere incentrato sulla possibilità di trovare un nuovo lavoro. Solo così avranno senso le misure di sostegno (stipendio) nella fase di passaggio da un’azienda all’altra. Oggi chi è dentro al sistema delle Tutele è “salvo”, ma chi è fuori è del tutto privo di tutto. L’opposizione tra dipendenti e disoccupati (autonomi, inoccupati etc) non è costituzionale ed è barbarie.
N.B. Nel Regno Unito anche le aziende culturali e il Terzo Settore devono produrre reddito. Non sempre ci riescono, ma è un fatto che i musei di Londra sono a) gratuiti (tranne qualcuno, privato; b) in attivo.

Suggerimento fantascientifico: JOB CENTER!
Perché fantascientifico? Perché i Job Center possono svilupparsi e funzionare solo in una nazione in cui il mercato delle aziende e del lavoro è libero e non sottoposto a “tutela” di partito e di corporazione. Le agenzia di lavoro private italiane sono fallimentari anche per questo motivo.
E allora beccatevi notizie come questa:

Tutelare i lavoratori per i centri dell’impiego
Approvato all’unanimità un ordine del giorno firmato da consiglieri del Pd  e da Rete a Sinistra, che, con un emendamento proposto dalla giunta,  impegna la giunta nel confronto con il governo nazionale ad adottare le iniziative necessarie per garantire un percorso  certo e definito per collocare i dipendenti pubblici dei centri per l’impiego e per assicurare la continuità occupazionale di lavoratori del settore privato che operano nei servizi per l’impiego”. Il documento, inoltre, promuove anche azioni per stabilizzare i precari che lavorano nei centri per l’impiego e impegna la giunta ad avviare iniziative legislative per definire natura e contenuti dei profili professionali di chi opera nei servizi per l’impiego e, infine, chiede di predisporre un’offerta formativa adeguata rivolta ai lavoratori di questo settore.