Published On: Mer, Set 16th, 2015

IL Comune di Lavagna ha la disponibilità delle aree per il depuratore Chiavari-Lavagna

Il Comune di Lavagna “ha la disponibilità delle aree per il depuratore che servirebbe Lavagna e Chiavari con le vallate dell’entroterra“. Così dichiara il sindaco di Lavagna Sanguineti in un’intervista a Tigullio News. “Sono già ora disponibili 2500 mq in banchina (su due piani raddoppiano), più altri 4500 mq sotto banchina”. Nessuna “colmata” o “colmatina” alla foce dell’Entella: sono spazi all’interno di quelli portuali.
Secondo lo studio presentato dal prof. Senise e dal sindaco di Chiavari Levaggi (vedi sotto), per l’impianto Chiavari-Lavagna servono 4000 mq su due piani o 7000 su un unico livello, mentre per quello di Sestri e della val Petronio servono 5000 mq su un piano o 3000 mq su due piani.
Quindi Lavagna può gestire tutti gli spazi necessari, (e nel 2024 tutte le aree del porto torneranno nelle mani pubbliche).

Di fronte a ciò il progetto IREN appare delirante: costo superiore ai 50 milioni, danni all’economia e all’ambiente, e 6 anni di lavori preventivati (quindi molti di più).

Per il sindaco Sanguineti: “Le condotte piazzate tra spiagge e fondo del mare, sarebbero un danno permanente per il turismo turistico balneare e un danno comunque enorme per i lavori lunghi almeno sei anni“.
Il costo del doppio impianto (SL e Chiavari-Lavagna) sarebbe dimezzato, secondo lo studio del prof Senise: circa 30 milioni di euro, con un tempo di realizzazione nettamente più veloce, e senza problemi tecnici dovuti alla traslazione dei reflui e alle tubazioni sottomarine.

Lo Studio a cura del Prof. Biagio Senise, esperto in Realizzazione I.S.A (Impianti  di Ingegneria Sanitari e Ambientali) dell’Università di Ferrara sulle problematiche relative all’impianto Zona Tigullio Est, conferma i vantaggi tecnici, economici ed ambientali dei due impianti di vallata, anzichè dell’impianto unico comprensoriale:

Dallo studio si capisce chiaramente quanto la soluzione dei due depuratori di vallata sia preferibile rispetto all’ipotesi di un depuratore unico comprensoriale” – dichiara il Sindaco Roberto Levaggi –   “Eviterebbe di realizzare oltre 10 chilometri di tubazioni e condotte sotterranee o addirittura sottomarine, che creerebbero grossi disagi agli operatori turistici e balneari della zona. Inoltre i costi gestionali dei due impianti sarebbero nettamente inferiori rispetto a quelli di un impianto unico, con un notevole risparmio nell’operatività del lungo periodo, soprattutto per l’elevato consumo di energia elettrica dovuto alle cinque stazioni di sollevamento. Il depuratore cosiddetto della Valle dell’Entella potrà comprendere i bacini di Chiavari, Lavagna e di alcuni comuni della Valfontanabuona; quello della Val Petronio i bacini di Sestri Levante, Castiglione Chiavarese, Casarza; tale studio verrà inviato alla Città Metropolitana e all’Assessorato all’Ambiente della Regione Liguria”.

I costi gestionali dei due impianti sarebbero di poco superiori al milione annuo, molto meno di un impianto unico così complesso e fantasioso come quello unico imposto in base a criteri oggi non più accettabili.

Depuratore Lavagna-Chiavari: aree utilizzabili

Depuratore Lavagna-Chiavari: aree utilizzabili

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