Published On: Sab, Lug 13th, 2013

Il Comune replica sulla Tares (con qualche ragione)

Fare politica non è fare polemica, come tristemente si vede in questi mesi a Roma. Conta invece la ricerca di soluzioni scientifiche. Per esempio la soluzione del nuovo GIOGO imposto alle famiglie -la Tares- sta a Roma, e consiste in una riorganizzazione generale del sistema di raccolta e trattamento dei rifiuti urbani.
Da noi domina il populismo, col mitologico racconto dei “Rifiuti Zero“, che consistono spesso e/o finora nel limitarsi a raccogliere differenziando i rifiuti. Salvo poi trasferirli a centinaia di km. di distanza (in camion etc.), per il trattamento, col risultato di spese folli, inquinamento ambientale folle e redditività zero.

Sui rifiuti si dovrebbe pertanto utilizzando la triade ambiente-scienza-economia, invece di insistere con la triade inquinamento nascosto-antieconomia-populismo.

In Danimarca i rifiuti vengono riciclati sul posto. A Copenhagen, capitale della nazione, vi sono ben due inceneritori dei rifiuti urbani. COn la loro spazzatura i danesi si riscaldano le case, producono elettricità. Noi invece spendiamo cifre folli. Salvo poi buttarle addosso alle famiglie, con la Tares.
Colpa anche dei cittadini, resi ignoranti, a-scientifici, inconsapevoli e abulici. Domina il populismo. Teniamoci la Tares. Affondiamo.

COMUNICATO
In relazione alle polemiche sulla TARES, vale la pena rispondere ad alcune osservazioni fatte ora da questo ora da quel movimento, in uno scenario dove sembra prevalere più la ricerca dello scontro e della visibilità politica che l’interesse a comprendere le dinamiche reali di questo nuovo tributo introdotto da una legge dello Stato. Ribadiamo che l’amministrazione comunale avrebbe fatto volentieri a meno di somministrare quest’amara pillola ai cittadini e al tessuto commerciale. Purtroppo il governo Monti non è passato invano, e tra i tanti “scherzi” giocati ai cittadini (e ai Comuni) spicca ora questo nuovo calcolo tariffario che a differenza dell’IMU era passato sotto traccia.

Noi crediamo che lo sforzo informativo ci sia stato, anche a costo di “suggerire” nei mesi scorsi,agli organi di informazione, l’uso della parola “stangata”.  Questo sforzo è stato particolarmente intenso verso le tipologie di attività più colpite dai rincari, raggiunti anche da una lettera inviata dall’ufficio tributi che preventivava aumenti esponenziali ai loro danni.

Veniamo ora ad alcuni quesiti:

Perché non abbiamo applicato le vecchie tariffe per le prime due rate con conguaglio finale, come chiede il 5 stelle? Per ovvie ragioni: l’ultima tranche sarebbe stata un vero e proprio salasso.

Perché non abbiamo applicato 4 rate invece che 3, come chiede L’Altra Idea? Per non costringere i cittadini a farsi carico di un’ulteriore scadenza a fronte di benefici inesistenti.

Ancora il 5 stelle invoca maggiori riduzioni ai redditi più bassi. Risposta: come già detto a più riprese, non ultimo nel comunicato stampa inviato qualche giorno fa, esiste un fondo di 50 mila euro stanziato appositamente per aiutare famiglie in stato di disagio economico.

rifiuti, comparazione rsu trasporto differenziata

Displaying 2 Comments
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  1. Redazione ha detto:

    Ci vorrebbe un ambientalismo serio, aperto alle soluzioni moderne, come a Copenhagen, e pronto a chiedere di ammodernare Brescia, invece di chiedere di chiuderlo. P.S. URLIAMO di dolore nel ricordare i mulini a vento abbandonati sul Passo dei Centocroci, perché bloccati dagli ambientaltRisti, che niente hanno a che vedere con l’Ambiente e il vero ambientalismo. Si fermi la speculazione ma non un Mulino a vento! Per non ricordare lo stop ambientalTRista al grattacielo proposto da Pierre Cardin, con Hotel, centro commerciale, e posti di lavoro a gogò. Lo faceva a sue spese a Mestre, non a Venezia… Si meritano il petrolio, il nucleare dei francesi e i Tir… manco fossero pagati dalle Fondazioni degli sceicchi del petrolio.

  2. Rino ha detto:

    In Danimarca vengono riciclati sul posto! Anche a Brescia (dove esiste il più grande inceneritore d’Europa)che,oltre a liberasi dei rifuti,serve da teleriscaldamento e per produzione di elettricità. Quando si parla d’inceneritori, termovalorizzatori o termoutilizzatori,ognuno li vorrebbe sì, purchè siano in casa d’altri. Certo creano non poche problematiche per la salute pubblica.
    A Brescia,per esempio,dal 3 luglio scorso i Comitati sorti contro l’inquinamento dell’aria,presentano alla stampa la Diffida inviata all’Asl perchè si rifiuta,ancora una volta, di svolgere le indagini,chieste dalla Regione,sulle diossine nei prodotti orticoli attorno all’inceneritore. A Sestri non ci sarebbe questa preoccupazione in quanto la maggior parte del territorio è stata già cementificata. Col beneplacito di chi ci governava ed ancora ci governa. La Tares,quindi,vista in questo contesto,sarebbe ben poca cosa se si pensa alle spese che si dovrebbero sostenere per medici e medicine,

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