Published On: Sab, Ago 30th, 2014

Il Consiglio dei Ministri non si è occupato del Tribunale di Chiavari

Ovviamente, il CdM di ieri venerdi 29 agosto non si è occupato del possibile salvataggio di alcuni dei Tribunali che erano stati eliminati dai governi Monti e Letta.

Si è piuttosto parlato del rinforzo generale delle strutture giudiziarie, con la riduzione degli ozi estivi, che erano davvero un vulnus contro i cittadini tutti.
L’idea di maggiore efficienza e presenza dell’azione dei magistrati potrebbe spingere verso la conferma di una struttura nuova di pacca come quella di Chiavari. Ogni decisione è rinviata alle prossime settimane, e forse sarà tutto affidato alle mani spezzine del ministro della Giustizia Orlando. Il che dà forse una speranziella in più.

Riguardo le decisioni economiche oggetto del CdM di ieri, si deve evitare di confondere la speranza con la Verità.
In un mondo in cui Facebook o Twitter hanno trasformato ogni ombrellaio in un Ministro mondiale dell’Economia, tutti hanno cominciato a blaterare e insultare.
Si deve invece partire da un assunto di base: per ogni azione di governo servono capitali, perché non si possono fare le nozze coi fichi secchi.

Va quindi bene l’idea di Matteo Renzi di far ripartire la realizzazione delle indispensabili infrastrutture che possono evitare all’Italia inquinamento e costi passivi maggiori (traffico, tempi lunghi etc.).

Il nodo fondamentale è però quello della riduzione del costo sul lavoro e sulle imprese, con una liberalizzazione anglosassone del mercato del lavoro.
Per compiere questo miracolo (che ormai è richiesto da tutta la nazione) servono però:
coraggio culturale: finora il Paese è vissuto con una logica da ereditieri sovietici e bismarckiano-mussoliniani che non avevano bisogno di far altro che tassare e dividere il ricavato, finché il gioco non ha ucciso una parte dei giocatori.
Coraggio matematico: non si possono abbattere le tasse, perché se no non si possono più pagare stipendi, ospedali  e pensioni.

Il miracolo sarebbe quello di fare una scommessa (come avviene in tutte le nazioni in crescita, peraltro), e decidere di scommettere miliardi di euro e -persino il fallimento di una nazione- tagliando comunque le tasse.

Ci vorrebbe il credito di un anno da parte UE, in supporto. Dopo di che il miracolo potrebbe succedere. Tagliare del 10% o del 20% la tassazione reale, significherebbe in teoria (e nella prassi di Paesi come l’Irlanda) reimmettere in Italia capitali finora in fuga, rimettere in moto l’economia e la produzione, nonché lo stesso turismo.

Di norma questa opzione finisce per dare allo Stato più reddito da tasse rispetto ad ora. Abbassare le tasse può insomma dare più gettito fiscale. Nonostante alcune contestazioni, la così detta Curva di Laffer funziona bene nella prassi: tutte le nazioni in cui l’economia non è in rosso, hanno seguito una politica di riduzione della tassazione.

Curva_di_Laffer

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