Published On: Sab, Mag 25th, 2013

Il cuore di Micia, processo per una gatta

Tutti abbiamo un cuore biologico, altrimenti non saremmo, e questo non è certo un dubbio di amletica memoria ma una realtà  pura e semplice, nulla più. Tutti abbiamo un encefalo dotato di aree corticali connesse alle strutture  del sistema limbico  che coordinano sia la componente cosciente dell’emozione sia quella corporea che si avverte comunemente nel “cuore”. Con quanta intensità si percepiscano e si vivano le emozioni, ecco, questa è una componente soggettiva (non misurabile) che non è affatto una caratteristica comune. Provare intense emozioni, essere particolarmente sensibili, oggi è spesso considerato un limite, non è il mio punto di vista. Le emozioni colorano la vita, troppo spesso in bianco e nero e, forse, ancor più spesso, di un grigio uniforme. Anche gli animali provano emozioni, eccome se le provano, ed anche molto intensamente. Non occorre essere etologi per saperlo: basta avere avuto la possibilità di dividere un pezzetto di vita  con loro. Parliamo allora del cuore emotivo degli animali, e parliamo del cuore di Micia. Chi è Micia? Una gatta, una vecchia, vecchissima povera gatta che vive a Chiavari. La sua storia viene ampiamente descritta da “Il Secolo XIX”.

La riprendiamo brevemente: Micia è una gatta randagia adottata da un condominio, una gatta di quartiere, tanto amata e benvoluta che per difendere il suo diritto a chiudere la sua giornata terrena nel luogo che per lei è casa, un intero condominio si è rivolto ad un legale affinché la sua cuccia non venga spostata. No, non tutto il condominio: tutti meno una condomina a cui non sta bene che la cuccia di Micia sia posizionata a fianco dell’ingresso del condominio. La signora si è rivolta ad un legale e, come si evince dall’articolo sopra citato, la vicenda sfocerà davanti al giudice il prossimo 18 giugno.

E’ nato un gruppo Facebook per unire il sentire di tutti coloro (tra cui la sottoscritta) che ritengono, in modo civile e pacato che Micia sia vittima di un gesto ingiusto. Ecco il link del gruppo, al quale è possibile aderire in libertà ed altrettanto in libertà è possibile firmare la petizione online per sostenere il diritto morale di una gatta a vivere dove ha sempre vissuto. Una gatta che, ricordiamolo bene, ha venti anni e poco tempo davanti. Che altro dire? Il tutto si commenta da solo più che bene. Viviamo in un mondo povero emotivamente, talmente povero che tanti umani debbono imparare le emozioni osservando gli animali. Viviamo in un mondo triste, dove ci sono persone che mettono mano  al portafoglio per far allontanare una cuccia, e chissenefrega di dove andrà a finire chi vi vive. Certo, viviamo in questo mondo. Ma questa realtà è solo una faccia di una medaglia che ha un rovescio molto diverso. Viviamo in un mondo ricco emotivamente, talmente ricco che gli umani convivono insieme agli animali ed empaticamente attingono dal loro cuore, dove ci sono persone che mettono mano al portafoglio per far rimanere al suo posto una cuccia e chi la abita. Per fortuna, viviamo in questo mondo. Viviamo in un mondo in cui le due realtà sopra descritte convivono e coesistono. La speranza mia personale è che la persona promotrice della causa per allontanare la cuccia di Micia faccia un passo indietro. Ma, indipendentemente da ciò, è bene riflettere che sono tante le persone che vivono nel lato sporco della medaglia, quello grigio e triste: ne incontriamo ogni giorno, li incontrano i nostri figli, ricoprono ruoli sociali. Mascherano dietro diritti veri o presunti la loro scarsa capacità a provare emozioni, rendono più amara la già dura vita di tanti. Dispiace per loro, ma dispiace ancora di più per tutte le vittime di questa parte di mondo. Dispiace per tutte le Micia del mondo, perché a nessuno andrebbe negato il diritto di morire in pace dove si è sempre vissuto, circondati dall’affetto di chi si è amato e di chi si ama. Il cuore di Micia deve smettere di battere nel luogo dove si è riempito di amore verso chi le vuol bene”.

(In memory of Giulio)
Testo inviato da Giovanna Rezzoagli Ganci
kitty

Displaying 1 Comments
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  1. Carmen ha detto:

    Anch’io potrei raccontare storie di vita vissuta con animali, anch’io potrei parlare di un quartiere dove vengono “adottati” cani randagi o abbandonati e ognuno di essi chiamato o ricordato con un nome,un carattere,un’identità basata sul tipo di rapporto che quell’animale riesce a stabilire con ciascuna persona del quartiere e viceversa.Storie commoventi, storie incredibili…ma vere; storie a volte esemplari che, a noi esseri umani, dovrebbero insegnarci ad essere un pò più ANIMAli e un pò meno bestie. Perciò permettiamo a Micia di morire laddove è vissuta per ben 20 anni,tra persone che l’hanno amata.
    E ricordiamoci sempre:la persona che non ama le piante e gli animali non ama la VITA, poichè quella è una persona già morta!!!

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