Published On: Lun, Lug 18th, 2016

Il depuratore comprensoriale a Chiavari costerebbe 80 milioni. Chella: i depuratori di vallata costano la metà. Le vicende del “portacroce” Pignone

Nuovo comunicato di Mario Chella sul tema del depuratore comprensoriale. Scrive Chella:
Nella Conferenza dei Servizi del 15 luglio u.s. convocata dalla Città Metropolitana di Genova è venuto fuori un nuovo costo del depuratore unico comprensoriale: ben 80 milioni di euro !
Eppure, Industria e Ambiente S.r.l.,  la società “terza” cui la Città Metropolitana  aveva affidato il compito di valutare le proposte di IREN,  il costo avrebbe dovuto essere, nell’ ipotesi peggiore, di 63.585 milioni di euro.

Nonostante questo nuovo e astronomico  costo,  il consigliere metropolitano delegato , Enrico Pignone, continua a raccontare la favola che il depuratore unico comprensoriale costa meno dei depuratori di vallata.”

Secondo Chella il depuratore della val Petronio dovrebbe costare 19 milioni, se posizionato in zona Ramaia (proprietà comunale), o al massimo 23, se l’area dovesse necessitare di una bonifica (fu discarica della fabbrica di tubi).
A Lavagna il preventivo fatto da una azienda trentina aveva un costo di 9 milioni, se limitato alla sola Lavagna, e di 12-13 milioni includendo anche Carasco.

Diciamo quindi 30 milioni contro gli 80 proposti da Pignone come la “soluzione meno costosa”. Resterebbe fuori il depuratore di Chiavari, che finora è comunque in regola. Un suo adeguamento, col collegamento a Zoagli, costerebbe al massimo 15 milioni.
In tutto 45 milioni contro gli 80 considerati da Pignone come “cifra inferiore”.
Pignone quindi sarebbe autore di un doppio salto mortale: matematico e politico. Il tutto ai danni dei cittadini… Aggiunge Chella:
Ottanta milioni di euro sono una bella cifra. Che fa gola.Tanto più che chi pagherà questa cifra fino all’ultimo centesimo di euro non saranno nè IREN nè l’Ente  Metropolitano ma saranno gli utenti del servizio.  Cioè tutti i cittadini. Cioè tutti noi.”

Chella si rivolge a Valentina Ghio, la sindaca di Sestri levante e vicesindaca della Città Metropolitana di Genova: “Dovrebbe fare autocritica”, scrive, visto che la soluzione comprensoriale, prima alla foce dell’Entella lato Lavagna, e poi alla foce dell’Entella lato Chiavari, è stata sostenuta proprio dal Pd.

Chella invita la Ghio ad “andare avanti subito” senza attendere i salti mortali degli archimandriti della Città Metropolitana. Valentina Ghio aveva dichiarato: “Se si va avanti in tempi rapidi con la soluzione unica bene. Se ci saranno ulteriori intoppi nella Conferenza dei Servizio in altre sedi, la Val Petronio deve andare avanti da sola con il suo depuratore di Vallata”.
In realtà, se ci si ricorda dell’infinità di decerebrature, discussioni, azzaccagarbugli e arzigogolature dei cacicchi della burocrazia e politica nazionali, ci si renderà conto che ormai il Comune di Sestri Levante sta per affossare definitivamente il tira e molla del clan “Pro Iren e pro-depuratore sull’Entella”. Dei quali Pignone sarebbe il portavoce, ma anche il portacroce, visto che combatte per una causa sbagliata per tutto il Tigullio -acciughe incluse-, dicendo cose cui quasi nessuno crede e rischiando di finire (politicamente!) come San Sebastiano, come un facile capro espiatorio utile alle diverse parti…
loc pignone san seb

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