Published On: Gio, Mag 18th, 2017

Il FAI restaura e rilancia l’Abbazia di San Fruttuoso (e la Cervara di Paraggi?)

L’abbazia di San Fruttuoso è un sito unico e molto visitato dai turisti di tutto il mondo, ma potrebbe essere ancora più conosciuta e visitata.
Intanto, è positivo il restauro che il FAI (Fondo Ambiente Italiano) avvierà, anche per allargare dall’Abbazia al contesto esterno la fruibilità.
Ma il rilancio -ne stiamo parlando in questo periodo con alcune amministrazioni- passa attraverso la realizzazione di percorsi con più tappe vicine.
Il matrimonio perfetto per San Fruttuoso sarebbe quello con l’altra abbazia del promontorio di Portofino, quella della Cervara, che in Italia -non solo all’estero- è completamente sconosciuta, rispetto a quanto invece meriterebbe (è molto ben conservata).

 STORIA E LEGGENDE
Narra una leggenda dell’VIII secolo che le reliquie del martire cristiano Fruttuoso giunsero dalla Spagna via mare accompagnate da due presbiteri. Durante il lungo viaggio un angelo ordinò ai religiosi di fondare una chiesa in onore del santo su una spiaggia sovrastata da un monte, proprio sopra a una sorgente perenne. L’acqua era un miracolo per gli antichi: garanzia di sopravvivenza e manifestazione del sacro. Ancor prima dell’VIII secolo, infatti, i dati archeologici confermano qui la presenza di un insediamento umano, resa possibile, in una baia raggiungibile solo via mare come questa, proprio dalla presenza di acqua dolce.
Storia e leggenda coincidono a San Fruttuoso, perché la chiesa del borgo, che risale almeno all’XI secolo, sorge in esatta corrispondenza di una sorgente, che ancora zampilla qui, sotto le arcate che sorreggono l’abbazia. Un luogo nascosto e segreto, da cui tutto comincia.

Giovedì 18 maggio 2017Ritorno alle origini per la millenaria Abbazia di San Fruttuoso che si appresta a cominciare la sua nuova vita. Grazie ai lavori di restauro conservativo della torre nolare, di tutte le facciate compresa quella fronte mare, e degli ambiti a livello spiaggia – resi necessari dal degrado causato da agenti come vento, salsedine e mareggiate – è finalmente possibile rileggere una pagina di storia dimenticata, una storia che affonda le radici in un’antica leggenda fatta di acque miracolose, monaci in fuga e sacre reliquie, che viene ora riscoperta per essere raccontata.

La storia ha principio dall’acqua dolce, presente in abbondanza sul Promontorio di Portofino, giacché viene finalmente valorizzata un’antica sorgente occultata per oltre trent’anni nel retro di un ristorante affacciato sulla spiaggia e, grazie agli interventi del FAI – Fondo Ambiente Italiano, diverrà presto visitabile, mentre la trattoria trova nuova collocazione nella piazzetta del borgo, sotto un pergolato di limoni.

IL RESTAURO CONSERVATIVO

Un restauro conservativo, che ha mantenuto la storicità del dato materico mediante delicate operazioni di pulitura volte a eliminare muschi, licheni, patine che nel tempo si sono depositate sulle superfici, procedendo poi con la stuccatura di fessurazioni, la ristilatura dei giunti e operazioni di velatura degli intonaci. Si è verificata la stabilità dei conci in pietra riposizionando quelli instabili, in modo da garantire la sicurezza di tutte le persone che frequentano la spiaggia e mantenendo l’autenticità del bene. Anche il restauro della torre nolare è stato realizzato in modo da mantenerne intatto l’aspetto esteriore: un restauro “che c’è ma non si vede”, che si armonizza talmente al contesto da risultare quasi impercettibile a uno sguardo non esperto.

In entrambi i cantieri, nella fase iniziale è stato necessario affrontare i problemi logistici legati al trasporto del materiale, dei ponteggi e delle attrezzature necessarie, pensato in modo da arrecare il minor disagio possibile sia alla vita dell’abbazia che a quella degli abitanti del borgo. L’Abbazia di San Fruttuoso è infatti raggiungibile solo a piedi con 90 minuti di cammino o via mare, condizione che rende molto difficoltoso gestire i trasporti eccezionali, come nel caso dell’allestimento di grandi cantieri.

Dopo aver condiviso il progetto con gli abitanti del borgo di San Fruttuoso, si è deciso di non penalizzare la stagione turistica – preziosa per tutti – e di procedere con gli interventi dopo l’estate, nonostante il periodo invernale non sia particolarmente indicato per il buon andamento dei lavori.

 

LA VALORIZZAZIONE
Riprende così il cammino della storia dell’abbazia, che anche per tutto il 2017 si farà “laboratorio di se stessa”, fucina di tante attività atte a raccontare al pubblico la sua evoluzione. Per scrivere le pagine mancanti di questo racconto, il FAI si è affidato all’Università degli Studi di Genova e all’Università degli Studi di Pisa con la supervisione costante della Soprintendenza della Liguria: docenti specializzati in storia, archeologia, arte e antropologia studieranno i reperti, gli elementi decorativi e le tombe dei Doria, analizzeranno i documenti d’archivio, si dedicheranno a rilievi, analisi e scavi.

San Fruttuoso,Camogli (GE), Foto Marco Ligabue ©FAI

Nel corso dell’anno il pubblico incontrerà i restauratori intenti a ripulire le due transenne in stucco che adornavano la chiesa medievale – antico luogo di culto incuneato nella roccia naturale che sorge immediatamente sopra la fonte a regime perenne, vero e proprio fulcro dell’intero insediamento – e che torneranno in abbazia dopo una lunga assenza.
Fonte, Abbazia di San Fruttuoso Foto Nadia Sanitario, FAI

LA CERVARA

La Cervara, giardino all’italiana, by Liguriaplanet