Published On: Mer, Mar 20th, 2013

Il Golf a Sestri Levante

Nei giorni scorsi è nata su internet una vivace e interessante polemica sull’opportunità di aprire un campo da golf tra Sestri Levante e Casarza ligure (zona collina di Bruschi, circa 70 h). Protagonisti Vincenzo Gueglio (consigliere comunale) e Andrea Pescino. Le posizioni di Gueglio sono presenti in questo articolo di Tigullio News. Quelle di Pescino sono qui di seguito illustrate. 

Il tema non è tra i primi all’ordine del giorno a Sestri Levante (come invece lo sono il -poco- lavoro e lo sviluppo a ritroso) ma dev’essere vagliato con attenzione perché comporta modifiche all’assetto turistico della città. Ecco l’ipotesi di Pescino. 

Spettabile Redazione,
il progetto del golf, ha capacità sostenibili su almeno quattro aree di interesse pubblico che consentono rilevanti vantaggi economici.

Le elenco in ordine “sparso” così che ognuno possa farsi una sua personale scala di valori:

1) Turismo. E’ indubitabile che Sestri abbia la necessità di attrarre turismo qualificato e di alta capacità di spesa che si identifica con strutture di fruizione extrastagionale non essendo rigidamente vincolato al “periodo feriale”.(il golf, l’equitazione e la caccia in riserva, sono tre esempi del comparto turistico/intrattenitivo/fisico) così come la possibilità di ospitare incontri conferenze e centri studi sono tre esempi del comparto turistico/culturale/”mentale”.

2) Depurazione. Le norme europee si apprestano a emanare una direttiva sul RIUSO 100% delle acque di depurazione (già annunciata dalla EEA) e dunque la chiusura del ciclo delle acque ha da che beneficiare da un sistema idrovoro forte quale è un campo di golf (il resto re-immesso in falda come accade nei migliori impianti oggi realizzati).

3) Rifiuti. Ancora le norme europee che hanno definitivamente imposto la chiusura delle discariche, comportano l’individuazione dei siti di differenziazione ed una zona ad alto profilo turistico, come Sestri, rileva almeno il 33.5% di frazione umida che deve essere avviata al compostaggio con utilizzo finale al 100% del ricavato (terre, torbe, fanghi calibrati e biogas da ciclo naturale – Non forzato!).
Un campo di golf ha necessità decisamente forti di ammendanti naturali e terre di rinnovo (senza considerare la possibilità di selezionare e calibrare vivai di fitodepuranti specifiche all’uso su campi, aree di depurazione e aree di separazione eventuale).

4) Salute (e non Sanità, che è altra cosa). Il contesto su cui incide la città di Sestri ha valenze estremamente positive e di facile pubblicizzazione nell’intera area dell’offerta turistica mondiale. Se tu sommi i tre fattori precedenti, offerta turistica di alto livello con estensione temporale ampia + NESSUN SVERSAMENTO IN MARE (dunque purezza assoluta delle acque) + ciclo dei rifiuti completo e funzionale (che significa livello di civismo alto), ottieni la possibilità incontestabile di attrarre turismo qualitativamente elevato e distribuisci sulla folla di interessati il risultato di una ricchezza d’area legata rigidamente a VALORE INTRINSECO (non certo agli umori degli operatori di “crociere” o a tour operators che si appoggiano a valori effimeri e universalmente fruibili)… Questo significa caratterizzare Sestri come “unicità” del levante.

Nota: se qualche sestrese legato indissolubilmente a schemi “ottocenteschi” volesse caratterizzare il “golf” come sport da ricchi (così come mi è capitato di sentire..) indico qui sotto due link interessanti…

Buon lavoro,
a.p.

http://www.golfuisp.it/circuito-uisp-pitch-putt-2013/

http://www.golfuisp.it/wp-content/uploads/2013/02/UISP-GOLF-PP-2013-.pdf

golf

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