Published On: Mer, Mar 27th, 2013

Il liceo Delpino va in pezzi, in Provincia nemmeno rispondono

Chi scrive ha frequentato il liceo classico Delpino di Chiavari. Era nella stessa sede attuale, ed erano gli anni ’70. Mio padre ha frequentato lo stesso liceo-ginnasio.
Un anno o due fa sono ritornato al Delpino e ho potuto notare con vivo dispiacere che c’erano gli stessi termosifoni -risalenti agli anni ’50. Le aule, i banchi, i libri nella biblioteca del corridoio centrale e persino l’imbiancatura (gialla, ormai), sembravano gli stessi da me toccati.
Eppure si tratta del liceo più importante della città. Sarebbe più frequentato dello scientifico, se in Italia non ci fosse la dittatura degli Idioti, con la conseguenza che il patrimonio artistico e culturale viene studiato e apprezzato più all’estero che da noi. Si studia di più il latino a Londra o a Parigi che a Genova o Roma… E i risultati economici (la ricaduta sul turismo, la capacità di produrre testi e idee, l’industria cinematografica etc.) si vedono. Anche perché il latino è la lingua più scientifica che ci sia, in quanto insegna a ragionare e a dedurre.

Un liceo che cade a pezzi non è cosa da poco. Il presidente del Consiglio di Istituto Umberto Verna ha dovuto indirizzare una lettera aperta alla Provincia di Genova, responsabile delle strutture delle scuole.

I Genitori e gli studenti (che ci leggono in copia) hanno diritto ad una risposta. I cittadini hanno diritto ad una risposta.  I genitori del Liceo Delpino di Chiavari hanno diritto ad un incontro, hanno diritto a risposte chiare sul futuro della scuola dei propri figli: risposte sul degrado del Liceo,   risposte sul ritardo dei lavori di messa in sicurezza, risposte sullo sfratto dato al Liceo dalla proprietà dell’immobile per declinare eventuali responsabilità, risposte sulla impossibilità di pagare le palestre per il prossimo anno. (…) 
Ora si aggiunge l’allagamento di corridoi ed aule per un tetto vecchio e da rifare. (…)

La mail inviata alla Provincia 20 giorni fa era rimasta [vergognosamente, NDR] senza risposta, come quella del novembre scorso. Questa terza missiva è stata resa pubblica: “La invito a non “aversela a male” (come ebbe a fare a novembre) invitandola a darci un appuntamento il prima possibile. Non c’è scusa, per chi ha una segreteria, per non rispondere neanche a una mail e rispondere solo attraverso i giornali!

 Sappiamo benissimo che Lei e i suoi tecnici da soli non potete risolvere tutto, ma i cittadini di Chiavari devono sapere che fine volete far fare al loro prestigioso Liceo…
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