Published On: Lun, Mag 11th, 2020

Il Meccanismo Europeo di Stabilità è indispensabile, di Luca Fava e Carlo Stagnaro

Questo paper è stato redatto da Carlo Stagnaro con Luca Fava per l’Istituto Bruno Leoni. Lo pubblichiamo ricordando ai lettori che entrambi gli autori sono residenti nel Comune di Sestri Levante. Si tratta di due giovani risorse, capaci di costruire in base alla competenza. Non si tratta dei soliti distruttori portatori di idiozia, pertanto andrebbero valorizzati anche nel Tigullio.
P.S. Un’altra rara testa pensante (non a caso poco presente nelle tv e nei media, mentre meriterebbe di essere letto in chiesa, e a inizio lezioni scolastiche) è Luca Ricolfi. Si legga questa sua intervista sulla “Società parassita di massa”.

Il Mes è un’offerta che non si può e non si deve rifiutare (di L. Fava, C. Stagnaro)

La politica italiana da settimane si divide attorno all’opportunità di chiedere l’intervento del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) per finanziare parte delle spese straordinarie legate all’emergenza coronavirus. I favorevoli sostengono che, in tal modo, il nostro paese potrebbe avere accesso a una linea di credito estremamente conveniente, alleggerendo in tal modo la pressione sui mercati. I contrari temono che ex post possano essere introdotte delle condizioni capestro, tali da menomare la nostra sovranità nazionale.

Chi ha ragione?

In questo Briefing Paper intendiamo mostrare che il nostro paese ha ogni interesse a utilizzare le risorse messe a disposizione dal Mes. Questo per una varietà di ragioni: il finanziamento avrà un costo decisamente inferiore rispetto alle alternative; l’Italia gioca un ruolo determinante all’interno della governance del Mes; rifiutando queste risorse, si rischia di dare l’impressione di un Governo ostaggio dei veti incrociati tra i partiti, e incapace di prendere decisioni razionali; anche alla luce della sentenza della Corte costituzionale tedesca sulla legittimità delle politiche non convenzionali della Banca centrale europea, è imperativo mostrare che gli interventi di Francoforte rispondono a solide valutazioni costi-benefici e non ai capricci degli Stati membri. Quest’ultimo punto, in particolare, dovrebbe essere tenuto in conto da Roma, in quanto l’Italia è tra i massimi beneficiari dell’attuale conduzione della Bce.

Questo studio si divide in cinque parti. Nella sezione 2 dopo l’Introduzione, illustreremo le origini, le caratteristiche e la storia del Mes. Nella sezione 3, ci soffermeremo sulle innovazioni più recenti che, nell’ambito della strategia europea di contrasto agli effetti economici del Covid-19, hanno rilassato o eliminato le condizionalità previste per l’erogazione dei prestiti. Successivamente, dopo aver descritto la struttura e le esigenze del debito pubblico italiano, svilupperemo una stima del costo dei finanziamenti Mes e la confronteremo con uno scenario controfattuale in cui l’Italia deve cercare sul mercato le risorse di cui ha bisogno. La quinta sezione riassume e conclude, anche alla luce della decisione della Consulta tedesca che richiede all’Eurotower di rispettare il principio di proporzionalità nel ricorso a politiche di Quantitative Easing, in relazione a quanto fatto dal 2015 in avanti.

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Carlo Stagnaro