Published On: Mer, Mar 11th, 2020

Il nuovo viadotto di Genova è a buon punto. Lavori ben fatti, 24.000 ton. di acciaio, poca burocrazia

Anche in Italia si possono fare presto e bene i lavori pubblici anche complessi. Il viadotto sul Polcevera a Genova è un esempio chiarissimo di come si possa lavorare persino in Italia, derogando dalla burocrazia, come si è scelto di fare in questo caso. Le nostre aziende, tra le migliori al mondo, all’estero lavorano da sempre benissimo mentre in Italia hanno da lottare col mostro invincibile della politica e della burocrazia. Peggio dell’Unione Sovietica e della Corea del Nord… Ma si può vincere. Adesso speriamo che si vinca presto anche la battaglia contro il virus Covid-19, e che i trasporti e le persone riprendano a circolare -magari con più intelligenza- cioé con videoconferenze al posto di riunoni a km. distanza prendendo cento aerei e auto… Telelavoro dove possibile, telebaci quando impossibile…

Varato oggi in quota il nuovo maxi impalcato di acciaio da 100 metri. Il ponte il cui profilo ricorderà la carena di nave così come progettato da Renzo Piano – la cui costruzione è stata affidata a Fincantieri infrastructure del gruppo Fincantieri, leader nella navalmeccanica, e Salini Impregilo, unite nella joint venture PERGENOVA – ha scavalcato questa mattina il torrente Polcevera.

Serviranno in tutto 24.000 tonnellate d’acciaio per costruire il nuovo ponte, 9.000 delle quali già varate in quota. La produzione delle strutture d’acciaio che costituiscono il cuore nevralgico dell’infrastruttura, ha visto all’opera 800 persone nei 3 stabilimenti di Fincantieri, quello di Sestri Ponente, quello di Castellammare di Stabia e quello di Valeggio sul Mincio, da un anno al lavoro al servizio della costruzione del nuovo viadotto.

Un lavoro che procede senza sosta: il ponte è ben oltre la metà della sua lunghezza. Il nuovo tratto di impalcato, che porterà l’opera visibile sullo skyline genovese a misurare più di 600 metri, è stato issato oggi a oltre 40 metri di altezza con tutti e 14 i carter laterali – le ali del ponte che danno alla struttura la caratteristica forma che ricorda la carena di una nave – per un peso complessivo di 1800 tonnellate. Questa, fra la pila 9 e la pila 10, è la seconda campata di dimensioni eccezionali e, come la precedente issata solo qualche settimana fa fra le pile 8 e 9, ha richiesto l’utilizzo di speciali macchinari. Impossibile, infatti, procedere con le maxi-gru utilizzate per le altre campate da 50 metri. In cantiere, così, sono tornati a lavorare gli strand jack, speciali apparecchiature che rendono possibile il sollevamento dei mastodontici impalcati a una velocità, in condizioni metereologiche ottimali, di 5 metri all’ora.

Il sollevamento di questo maxi-impalcato ha richiesto, non solo per la grandezza, ma anche per il posizionamento a cavallo del torrente Polcevera, una serie di particolari attività preparatorie. La campata, infatti, è stata prima sollevata con un sistema jack up e poi spostata con carrelli telecomandati verso l’alveo del torrente Polcevera. Successivamente, la grande campata è stata spostata a sbalzo verso Levante nell’alveo del fiume e poi ripresa in carico da un altro gruppo di carelli, al quale è stata sovrapposta una torre provvisoria in acciaio. A questo punto, l’impalcato è stato traslato prima verso Levante e poi verso Nord, infine è stato caricato sugli strand jack per il sollevamento sulle pile.

L’amministratore delegato di Fincantieri Giuseppe Bono ha dichiarato: “Voglio ringraziare le maestranze e i tecnici che stanno dando il massimo per completare il ponte in tempi record. A ciascuno di loro, a nome di Fincantieri e mio personale, va la nostra riconoscenza più sincera. Con l’occasione, in questo frangente così delicato, rivolgo un grazie anche ai lavoratori di Fincantieri, con la promessa che continueremo ad adottare con rigore tutte le misure indicate dalle Autorità per tutelare la salute di tutti”. Bono ha poi concluso: “Infine, voglio rivolgere un pensiero a chi è stato colpito da questa terribile epidemia, con l’augurio di pronta guarigione”.
Atteso in cantiere nelle prossime settimane l’ultimo varo eccezionale da 100 metri in quota, quello che passerà sopra la ferrovia e che rappresenterà una nuova sfida per quest’opera che procede a una velocità record, mai sperimentata prima d’ora nel nostro paese. Tempi rapidissimi e un know how d’eccellenza tutto italiano stanno facendo del nuovo ponte un esempio per tutta l’Italia, tanto che oggi si parla di “modello Genova” come sinonimo di efficienza.

Viadotto sul Polcevera (nuovo ponte Morandi), Genova
Foto Marco Alpozzi/LaPresse 10 Marzo 2020, Genova, Italia Cronaca Genova, sollevamento del secondo impalcato del nuovo ponte sul Polcevera Nella foto: il cantiere Photo Marco Alpozzi/LaPresse March 10, 2020 Genoa – Italy News Genoa, the construction site of a new highway bridge in the Polcevera valley In the picture: Building site