Published On: Lun, Nov 11th, 2013

Il satellite neuronale che ci cade sulla testa

Il satellite dell’Ente Spaziale Europeo (ESA) cadrà (forse) sulla superficie della Terra. “Ma non sull’Italia“, dicono gli scienziati, il che comunque non mi rende felice . La “grande stampa” zeuropea infatti non scrive l’unica cosa che ci sarebbe da dire: – Possibile che a noi rompono i maroni se a bordo dell’auto non abbiamo le catene antineve, pur abitando a Portofino, mentre invece nessuno ha pensato a un dispositivo per cui un satellite, prima di restare senza carburante o energia, venga frammentato in tre pezzi più piccoli, così da non creare problemi al rientro in atmosfera? Plurilaureati e pozzi di scienza (o “pazzi di scienza”, meglio) non sono in grado di sistemare il casino che c’è su nei cieli? Non dico quello che c’è sulla Terra, dico almeno quello dei satelliti. Siamo scesi sotto il numero di neuroni di un’ameba, per caso? Dicono che l’impero romano tramontò per colpa del fatto che l’élite romana usava bicchieri di piombo, che ottunde il cranio. Gli imperi mesoamericani crollarono per mancanza di proteine (gli antenati di Maya, aztechi etc. avevano cacciato prede senza ritegno, eliminando tutti i grandi erbivori nel Messico precolombiano). Noi siamo scervellati in modo diverso e per cause diverse (per quanto imperscrutabili). Ma non meno, si direbbe.

satellite

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