Published On: Ven, Mag 3rd, 2013

Il servizio RSA della ASL4 passa a cooperative

Riceviamo e pubblichiamo questa comunicazione di Roberto Mattioli, delegato USB in ASL4 che riguarda un servizio sanitario molto delicato e importante, quello della RSA di Chiavari. La RSA è una “residenza” per anziani e disabili nonin grado di essere autonomi e le cui famiglie non riescono, per problemi di lavoro o per la necessità di un’assistenza medica continua, a provvedere al malato.

“La Regione Liguria, in forza di un accordo sottoscritto gia’ il 20 febbraio 2012 con tutti gli Enti privati gestori di strutture extraospedaliere, ha comunicato la settimana scorsa all’ASL4 l’esternalizzazione della RSA di Chiavari, ossia appaltare a cooperative ed enti privati la gestione della struttura dove attualmente lavorano circa un centinaio di dipendenti pubblici composti da infermieri, operatori socio sanitari e fisioterapisti.
Questo comporterà non solo la problematica di ricollocazione dei lavoratori in altre strutture dell’ASL4 , ma lo smantellamento di una struttura d’eccellenza dell’azienda sanitaria chiavarese dove vengono assistiti e curati gran parte degli anziani e disabili di tutto il Tigullio.
I Lavoratori e i cittadini non sono più disposti a mediare sulla sanità pubblica e a vedersi privati di un diritto sancito dall’art.32 della costituzione.

Il sindacato USB insieme ai lavoratori e ai cittadini vuole difendere questa struttura perche’ e’ un’eccellenza per tutta l’ASL4, perche’ funziona e perche’ vi lavorano da anni operatori di grande professionalita’ e di profonda umanita’.
Il sindacato USB si battera’ perche’ questa struttura rimanga pubblica contro ogni tipo di esternalizzazione, perche’ e’ un patrimonio dell’intera comunita’ e come tale andra’ difesa.

Chiediamo pertanto alla direzione dell’ASL4 di opporsi all’esternalizzazione della RSA e invitiamo tutti i lavoratori dell’azienda,  i cittadini , gli altri sindacati e gli amministratori locali ad unirsi nella lotta”.

asl4

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  1. roberto mattioli ha detto:

    purtroppo leggo commenti (a parte quello di Giovanna) che sono frutto di disinformazione e di ignoranza, nel senso di ignorare completamente che la sanita’ pubblica in italia si sta trasformando in privata a svantaggio di cittadini e lavoratori e a completo vantaggio di pochi noti. Invito questo Paul a far visita alla struttura in questione (probabilmente per sua fortuna non c’e’ mai stato)e a vedere con i propri occhi come funziona Lo informo inoltre che dal 1 gennaio 2011 i dipendenti pubblici sono equiparati in tutto per tutto ai dipendenti privati, come stanno a dimostrare le centinaia di licenziamenti di dipendenti pubbblici in atto nella sanita’ pubblica del Piemonte, del Lazio e della Lombardia. Qui non stiamo parlando di dipendenti di ministeri ma di operatori sanitari che lavorano il piu’ delle volte sotto numero, con turni di lavoro massacranti e con un contratto di lavoro fermo dal 2010. Sig,Paul adesso c’e’ internet e c’e’ tutta la possibilita’ di informarsi prima di scrivere stupidaggini peraltro offensive sia verso i lavoratori e sia verso le persone che usufruiscono di questo servizio.

  2. Paul ha detto:

    Scrive il mattioli:’vi lavorano da anni operatori di grande professionalita’ e di profonda umanita’
    .ma ne siamo proprio sicuri???…come sempre questi esemplari dipendenti pubblici non possono mai essere licenziati …sono incatenati al loro posto di lavoro e dovranno essere ricollocati all interno Dell asl….tanto paga pantalone.
    Prima o poi comunque i soldi degli altri finiscono!!!!

  3. Redazione ha detto:

    Io non mi scandalizzo per l’affidamento di un servizio ai cittadini, invece che a Stato o Amministrazioni locali. In quasi tutto il mondo si fa così (e le medicine costano la metà che in Italia). Il problema è che a) il costo del lavoro è troppo alto a causa della tassazione; b) il servizio affidato ai privati, deve -come avviene all’estero- essere efficiente e migliore di quello pubblico. Viceversa la cosa non ha senso. Per l’energia elettrica e il telefono liberalizzati è andata bene, ma finora nella Sanità i servizi esternalizzati sono spesso peggiorati e sono rimasti troppo cari per le nostre tasche (n.b. siamo sempre noi e le aziende coloro che pagano)

  4. Roller ha detto:

    Pongo una domanda: perché esistono queste “cooperative”. Non sarebbe più LINEARE che ogni operatore si munisse di partita IVA e fosse pagato direttamente?
    In Italia (e solo qui) un qualunque “servizio” viene a costare più che da altre parti proprio perché l’intermediario (la cooperativa) ci prospera.
    Roller

  5. Ciò che è accaduto presso la casa di cura de “I Cedri” di Ne non ha neanche lontanamente posto il problema, delicatissimo, di come viene selezionato il personale sanitario che lavora nelle cooperative? A dire il vero, ancora oggi non mi è capitato di leggere un emerito nulla circa la prevenzione degli abusi da parte di cooperative nelle strutture da loro gestite, come del resto nulla dalla Asl. Oh certo, le conferenze ad hoc, forse quelle si, ma sporcarsi le mani ed entrare dentro le strutture e tirare fuori i problemi degli abusi sugli anziani è tabù. Davvero un’idea lungimirante quella di affidare ad esterni la gestione dell’RSA. Solo l’ultima di un lungo elenco, in verità. Che forse ebbe inizio con la sciagurata costruzione dell’ospedale di Rapallo…

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