Published On: Mar, Ago 6th, 2013

Il super yacht di Steve Jobs al Porto Antico di Genova

Sia lo yacht di Steve Jobs, sia quello di Melnichenko, sono opera di un grande designer francese. Sarebbe il caso, per ridare un poco di fiato alla nostra nautica e alla cantieristica del settore, che era -ed è- un fiore all’occhiello dell’Italia. Da un lato servirebbe un intervento del Governo, che devampirizzasse anche questo comparto, naufragato un anno fa sotto il peso di un ministro erroneo e supponente. Dall’altro lato, si dovrebbe rilanciare il glorioso design italiano, che oggi è così tanto oggetto di Mostre e ricordi, da far pensare che ogni volta che nasce un Museo c’è da piangere, perché è morto un artista o ha chiuso un’industria…

(Da Liguria Nautica) “Venus”, lo yacht avveniristico di 78 metri voluto da Steve Jobs per le crociere con la propria famiglia, è arrivato a Genova: lo abbiamo “beccato” pochi minuti dopo il suo ormeggio al Porto Antico. L’imbarcazione, frutto dell’estro di Philippe Starck (che, raccontano i ben informati, negli ultimi anni di vita del guru di Apple si sarebbe recato almeno una volta al mese a casa di Jobs per ultimare il progetto dello yacht), non segue di certo i canoni tradizionali del design nautico.

Minimalismo all’ennesima potenza è la parola d’ordine a cui Starck non ha potuto sottrarsi. D’altronde uno dei suoi progetti più recenti è il 119 metri “A”, realizzato per il magnate russo Andrey Melnichenko, anch’esso improntato a un design minimal.

Sottomarino o mega yacht, questo è il problema. L’amletico dubbio assale chi guarda per la prima volta “A”, mega yacht di 119 metri che abbiamo “paparazzato” alla Marina Genova Aeroporto. Appartenente a Andrey Igorevich Melnichenko, magnate russo che Forbes ha inserito all’81° posto nella classifica degli uomini più ricchi del mondo, “A” presenta un baglio massimo di 18,87 m, un pescaggio di 5,15 e ha un dislocamento di 5.500 tonnellate.

Look da “007” – Ma è il design a renderlo rivoluzionario: scafo in acciaio e sovrastruttura in alluminio sovrapposti a specchio, un profilo a pesce, una torre rastremata da incrociatore: pare essere uscito direttamente da un film di 007 o da una pellicola di fantascienza. Chi c’è dietro a tutto questo? Philippe Starck, ovviamente: il designer francese è stato contattato da Melnichenko che gli ha dato carta bianca con un solo vincolo da rispettare nella progettazione, ovvero che si trattasse di uno scafo totalmente fuori dagli schemi.
Motorizzazione e interni – L’imbarcazione, realizzata nel 2008 dai cantieri tedeschi Blohm & Voss, è sospinta da due motori diesel Man RK280 da 6.035 cavalli l’uno ed è in grado di raggiungere una velocità massima di 23 nodi (19,5 nodi è invece quella di crociera). Gli interni sono all’insegna del lusso, sovradimensionati e caratterizzati da una monocromia di base che vige in ogni ambiente interno (a bordo possono essere ospitate 12 persone, alloggiate nelle sei lussuose cabine ospiti che si aggiungono a quella armatoriale, più un equipaggio di 42 uomini), i materiali utilizzati nel layout interno sono soprattutto legno, vetro, acciaio, cuoio e onice. Gli arredi sono un mix di pezzi firmati dallo stesso Starck e classici del design moderno.

Venus, yacht di Steve Jobs

Venus, yacht di Steve Jobs

Yacht Melnichenko

Yacht Melnichenko

 

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