Published On: Mar, Mag 27th, 2014

Il voto delle comunali del Tigullio

Tiene il centrodestra, nelle amministrative del Tigullio, al contrario delle Europee, e al contrario delle elezioni amministrative di tutta Italia. Per i risultati di Casarza ligure e Castiglione Chiavarese, vedere gli articoli nella sezione dedicata a Sestri Levante e al Tigullio orientale.

Il risultato più inatteso è forse quello di Rapallo, dove Bagnasco ha vinto col 40% contro Capurro (Pd), rimasto al 19,1%. Terzo (forse) a sorpresa il sindaco uscente Costa (17,78%). Bisogna però capire come si giocheranno le alleanze nel ballottaggio.

Il voto più sorprendente è però quello di Lavagna, dove è Pino Sanguineti (30,5% dei voti) il vincitore assoluto, soprattutto grazie al suo successo personale. Infatti la sua campagna è stata tutta in salita: in primo luogo la spaccatura con la lista guidata da Mario Maggi (che ottiene il 19,38%, non male). E’ però clamoroso il tonfo di Mauro Caveri (Pd), tonfo dovuto a dissidi interni tra renziani e le altre componenti (maggioritarie) del Pd di Lavagna, ma forse dovuto anche al depuratore comprensoriale, che forse è stato il referendum attorno al quale si è giocata la candidatura di Caveri.
Sanguineti (che pure è un socialista storico) ha avuto contro anche un episodio negativo (la presenza in lista di una persona di simpatie per la destra radicale).
Non male (e anche qui grazie a una buona campagna elettorale del candidato Lavarello) il risultato elettorale di M5S Lavagna (17,17%).

Conferma a Cogorno per la sindaca uscente Enrica Sommariva (area Ncd), che ha ottenuto un ottimo 38,35% dei voti. Antonio Bono è secondo (28,01%), e Alberto Govi terzo, col 27,25%).

Sorprendente -ma non troppo- la vittoria del candidato del Pd Massimo Casaretto a Carasco. Per Alfredo Rivara (sindaco uscente) ha pesato il fatto di essere stato il vicesindaco che ha dovuto cogestire il crollo del ponte, che ha avuto disastrose conseguenze in termini di vite umane e di disagi per le persone e le aziende di tutta la Fontanabuona.

Ha vinto per un punto percentuale Paolo Donadoni a Santa Margherita ligure (34,6%). Buona la performance della lista di Marsano (33,14%). Tera Jolanda Pastine (18,18%). Solo quarto Cesare Teppati, con meno del 9% (Pd).

Confermato col 57,21% a Moneglia il sindaco Claudio Magro (centrodestra), contro Sergio Pinazzi (Pd), che è secondo con un non disprezzabile 42,79%.

Ritorno al palazzo comunale a Santo Stefano d’Aveto per Maria Antonietta Cella (45,60%); dietro è arrivato Marco Cella col 37,36%. Terzo Marino Focacci col 17,03%.

Rezzoaglio avrà come sindaco Daniele Mareschi (36,34%), giunto primo davanti a Guirardo Casaleggi (33,97) e Fabio Ferretti (29,69%).

A Neirone vittoria per Stefano Sudermania -66,73%, davanti a Riccardo Alessandro Bottino (33,27%)

A Leivi è sindaco confermato Vittorio Centanaro (43,92%), davanti a Daniela Prato (30,04%) e Antonio Giorgio Solari (26,04%).

A Mezzanego vince Danilo Repetto (69,32%). A Moconesi plebiscito per Gabriele Trossarello con l’85,94% dei voti.

Soddisfazione per i risultati del voto amministrativo è stata espressa da Roberto Levaggi, sindaco di Chiavari, “capitale” politica del Tigullio, che vede maggiori facilità di dialogo con i comuni limitrofi, tutti guidati da giunte affini alla sua.
Elezioni 2014

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  1. Ad onor del vero dalla circostanza che vi fossero “scadenze imposte dalla UE”, come ha correttamente ricordato la Redazione, non può dedursi, altrettanto correttamente che “il PD non poteva sottrarsi alla questione”. E ciò per il decisivo fatto che la cennata circostanza non solo era pubblica e notoria da ben 14 anni ma anche perchè il Consiglio comunale di Lavagna ha accettato liberamente – pur potendo rifiutarsi deliberando tout court l’adeguamento in sito del depuratore esistente secondo una delle opzioni IREN – di aderire al protocollo d’intesa deliberato dalla Giunta Regionale con atto n. 157/2013. Atto peraltro adottato in palese violazione dell’art. 42, c. 1 dello Statuto con riferimento al Piano regionale di tutela dell’ambiente marino e costiero del 2012 che, per quel che riguarda la foce prevede esclusivamente che “gli interventi dovranno essere volti al mantenimento della configurazione morfologica attuale ed all’utilizzo del surplus di sedimenti immessi dall’Entella come materiale da destinare alle spiagge dell’unità fisiografica”. Talchè l’istanza – tuttora pendente in Regione – di annullammento in autotutela della citata deliberazione n. 157/2013, presentata in data 26.3.2014 e alla quale si sono successivamente unite d’un colpo 119 persone nel corso del Convegno “Giù le mani dal fiume Entella” del 12 aprile u.s., può ben dirsi che oggi, a seguito delle risultanze elettorali, è condivisa da 5615 persone e cioè dal 74,92% (così rettificato a seguito di precedente errore materiale) degli elettori che hanno validamente votato, su un totale di 11.521 aventi diritto al voto. E’ questo infatti l’esito più che evidente del referendum “depuratore comprensoriale in colmata sì o no” esplicitamente devoluto dalla Amministrazione comunale alle risultanze delle votazioni del 25 maggio per il rinnovo delle cariche elettive. Cosa accadrà ora si capirà presto quando il rinnovato Consiglio comunale delibererà su tale argomento, in attuazione del Programma elettorale(“Lavagna, Pino Sanguineti si candida sindaco contro il depuratore”, così sintetizzato da Levante news del 30.6.2013).

  2. Redazione ha detto:

    In effetti, c’è il sospetto di un referendum nascosto sul depuratore, sovrapposto alle elezioni, come spiegazione realistica della clamorosa vittoria di Sanguineti su Caveri.
    D’altro lato il Pd non poteva sottrarsi alla questione, perché ci sono le scadenze imposte dalla UE. Adesso, realisticamente, si tratta di capire cosa succederà alle valli che erano coinvolte nel progetto (Val Petronio, val Gromolo, val Graveglia e tratto finale dell’Entella)

  3. Mykros ha detto:

    Lavagna è una delle poche località in controtendenza rispetto alla tendenza generale di stravincita della sinistra.
    In realtà a Lavagna erano 10 anni che Caveri di fatto governava (anche se di nome il Sindaco era un altro) quindi i lavagnesi si sono finalmente (anche se tardivamente) resi conto di cosa avrebbe fatto una volta che fosse stato eletto.
    Ora vedremo che ne sarà del depuratore comprensoriale, della nuova colmata alla foce e della diga Perfigli con valorizzazione di alcuni terreni privati.

  4. Il referendum depuratore comprensoriale in colmata sì o no, attorno al quale si è giocata la candidatura del Vicesindaco di Lavagna, ha una sua precisa origine: il pretestuoso rifiuto (manca il regolamento di attuazione della normativa dello statuto civico!) di accordarlo a suo tempo opposto dalla maggioranza alla minoranza consiliare. Non deve stupire dunque la candidatura Sanguineti, prima tra tutte contro il depuratore (30.6.2013), il documento denominato ‘la politica dei 4 NO e dei 4 SI’ (14.7.2013),riferito ai progetti di altrettante grandi opere pubbliche – tra le quali l’opera in questione – nel bacino dell’Entella sul quale si è poi costituito il Comitato giù le mani dal fiume Entella (6.8.2013)e attorno al quale si sono poi coagulati generalmente i consensi di quattro dei cinque candidati sindaci. Con la conseguenza che si può affermare, senza tema di smentita, che il referendum sul depuratore in colmata, prima negato, si è oggi celebrato con il risultato del 24,82% dei voti favorevoli (Lista Uniti per Lavagna)e del 75,18% dei voti contrari (le altre 4 liste). E’ un risultato non da poco per il Comitato, del quale mi onoro di far parte, non certo scontato in partenza, a testimonianza della crisi di fiducia intervenuta per l’insanabile frattura tra il ruolo atteso dagli amministrati ed il ruolo agito dagli amministratori.

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