Published On: Mar, Nov 5th, 2019

ILVA, l’ultima bestialità di un Paese in coma. 15.000 posti a rischio, anche in Liguria

Premessa: smettiamola di prenderceli coi Governi. Siamo noi che li votiamo, e noi che -anche se in minoranza rispetto agli “elettori interessati o babbioni”- abbiamo il dovere di provare a rovesciare un banco che vede quasi tutti i partiti fare le stesse cose e pensare con la stessa incultura economica nazistalinista.
Quindi, MANDIAMOLI A CASA, MA NON PER SOSTITUIRLI CON GENTE ANCORA PEGGIORE, CHE PROMETTE LATTE E MIELE E PRODUCE DISASTRI.

Il quadro è da Romolo Augustolo, da fine dell’Impero romano:
reddito di cittadinanza ormai elargito in somme minime senza la pezza falsa del “ti troviamo lavoro grazie ai consulenti assunti dallo Stato”. La Quota 100 ingiusta per gli esclusi, stop infame alle infrastrutture, resa incondizionata alle lobby di quartiere che bloccano opere internazionali, il Sud morto prima ancora di nascere, Roma affondata nelle sue escrezioni, Plastic tax che è il contrario di creare una filiera di prodotto alternativo e di riduzione degli imballaggi…
Ilva, Whirpool e buona parte delle fabbriche in fuga dall’Italia, escluso chi è obbligato a produrre in casa… Le tasse più alte del mondo, i carburanti e l’energia più cari del mondo… e i cittadini capaci solo di inveire e incavolarsi (vedi infografica W.E.F. sotto), ma non di creare un futuro migliore con raziocinio e coraggio.
Ecco il mix che rischia di affondarci per sempre.

Ilva ha circa 1500 dipendenti a Genova
Dichiara (ma riuscirà a passare ai fatti, rilanciando la Liguria, al di là dei disastri dei governi centrali?) il presidente della Liguria Toti:

“Oggi risolvere il problema Ilva diventa difficilissimo e a farne le spese sarà un paese che già non cresce e vede aumentare i disoccupati. I sindacati sono convocati da me in regione mercoledì insieme a Confindustria e alle altre categorie del mondo produttivo. Serve una grande mobilitazione cittadina (come fu per Fincantieri) in difesa di un settore strategico come l’acciaio e di una fabbrica che è un’eccellenza del nostro polo produttivo di Cornigliano e del paese”. “Nessun governo nella storia repubblicana ha mai fatto qualche cosa di paragonabile a questo contro un’industria strategica per il nostro paese. E l’ha fatto semplicemente per qualche applauso sotto un palco, nella velleitarietà di voler fare del ponte Morandi un ponte con le liane e le altalene e a Taranto un parco giochi per bambini”. “Non si è mai sentito un fatto del genere non dico in una delle maggiori potenze industriali del mondo come è l’Italia, ma in qualsiasi altro paese normale del globo terracqueo [Errore! Sono cose da Nord Corea e da Venezuela, Ndr]. E leggere oggi i comunicati del Partito Democratico che spiega a se stesso (che ha votato questa norma) cosa bisognerebbe fare è qualche cosa che sfiora o il surreale o la follia”.