Published On: Mer, Dic 9th, 2015

Importanti novità per l’entroterra nel Piano Casa di Regione Liguria

La crisi edilizia (costi e tasse per i proprietari triplicati in pochi anni) ha colpito più duramente nell’entroterra ligure, dove da anni le case non vengono più né vendute né acquistate (solo degli affitti, per le località più vicine alla costa, a causa del prezzo ridotto che si trova nelle vallate).
E’ quindi giusto che il Piano Casa per l’entroterra permetta ampliamenti più consistenti nelle aree non costieri. I manufatti come fienili etc. potranno essere riqualificati e adibiti ad abitazione.

Si spera che ciò non dia luogo a speculazioni, ma dobbiamo dire che ci risulterebbe che proprio tra coloro che nella Liguria si sono scagliati contro le speculazioni edilizie vi è chi ha speculato, e in zone rurali.

Il presidente della Commissione Territorio- Ambiente Andrea Costa spiega che il testo, a seguito di modifiche apportate dalla maggioranza, prevede differenziazioni a favore dell’entroterra: «Favorire il presidio umano è l’unica possibilità per combattere il dissesto idrogeologico»

 

In primo luogo, per quanto riguarda la demolizione e la ricostruzione  di vecchi edifici, la percentuale di ampliamento del 35 per cento, prevista per le aree costiere, viene innalzata al 40 per cento nelle zone interne.  Un’aggiunta di premialità a favore dell’entroterra, è prevista anche per chi delocalizza. Infatti,  chi “trasferisce” in un’area sicura un  manufatto situato in area esondabile e di dissesto idrogeologico, ha diritto, secondo il piano,  ad un incremento volumetrico pari al 50 per cento. Ma questa percentuale viene alzata al 60 per cento, se l’intervento riguarda un Comune  non costiero. 

Un altro capitolo riguarda il cambio di destinazione d’uso. Edifici con destinazione non residenziale, potranno diventare abitazioni. Il cambio di destinazione – e , quindi, la ristrutturazione – saranno possibili se l’edificio in questione ha un volume non superiore ai 200 metri cubi e cioè circa 70 metri quadrati. «Ritengo che questa opportunità rappresenti di fatto anche una misura  sociale – dice Costa – Credo infatti  si offra una risposta importante anche alle giovani coppie che talvolta rinunciano a progettare un futuro perché hanno difficoltà nell’acquisto della prima casa, dando loro la possibilità di ristrutturare un rustico  – magari abbandonato da tempo –  e che in campagna gran parte delle famiglie possiedono». Continua il consigliere: «E’ chiaro che si favorisce la ristrutturazione di vecchi manufatti abbandonati esistenti, favorendo così la cura del territorio e la permanenza di famiglie nell’entroterra».

Conclude Costa: «Tutte le possibilità di maggior ampliamento ed il recupero di vecchi edifici senza ulteriore consumo di suolo, sono tesi a favorire il presidio umano sul territorio  che riteniamo sia la principale misura contro il dissesto idrogeologico,  come ho potuto verificare sul campo, durante la mia lunga esperienza da sindaco di un centro dell’entroterra. – dice – Il provvedimento che stiamo adottando testimonia la nostra attenzione verso l’ambiente ed il territorio.  Molte misure ci sono state sollecitate proprio dai cittadini e da amministratori locali. Quella parte politica che in questo momento ci critica dovrà ricredersi, quando il piano inizierà a produrre i suoi effetti e i liguri, finalmente, avranno delle risposte a legittime aspettative».

Mutuo prima casa

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