Published On: Sab, Gen 25th, 2014

In arrivo la bonifica per le miniere di Libiola, tra soddisfazione e polemiche

acque inquinate del GromoloSESTRI LEVANTE. Alcuni giorni fa il sindaco Valentina Ghio annunciava, dopo un colloquio con il Ministro dell’ambiente Andrea Orlando, che la proposta di attuare un primo intervento di regimazione delle acque nell’area delle ex miniere di Libiola è stata accolta. Un atto necessario, che arriva a quasi mezzo secolo di dalla chiusura del sito estrattivo, e qualche decennio da quando venne utilizzato come discarica di rifiuti solidi urbani. Negli ultimi mesi si sono susseguite le interrogazioni, sia nel consiglio comunale di Sestri Levante (con Albino Armanino di “Futuro per Sestri” e Marco Conti di “Popolo per Sestri”), che in Regione (Francesco Bruzzone, Lega Nord) e persino in Parlamento. “Per anni il centrosinistra in Liguria ha negato l’esistenza di un problema di inquinamento ambientale nell’area dell’ex miniera di Libiola, a Sestri Levante – dichiara il deputato della Lega Nord, Paolo Grimoldi -. Adesso, dopo un’interrogazioneparlamentare presentata dalla Lega Nord in cui chiedevamo un intervento del ministero dell’Ambiente, il sindaco si è svegliato e ha chiesto un piano di regimazione della acque. Ora per la tutela della salute pubblica occorrerebbe realizzare al più presto un depuratore della falda acquifera. Ci auguriamo che la sinistra non ostacoli ulteriormente questo processo e che venga messo in tempi brevi in sicurezza il territorio”.

acque inquinate che fuoriescono dalle miniere di LibiolaRiceviamo e pubblichiamo questa nota del gruppo consiliare di Futuro per Sestri: “Pur mostrando felicità per l’ interessamento del sindaco al “problema Libiola”, il nostro gruppo non dimentica i troppi decenni di lassismo della sinistra. Le poche misurazioni avvenute finora hanno preso in esame solo il fenomeno di acidificazione delle acque, ma hanno presentato dei grossi limiti scientifici. Le misurazioni sono avvenute in mesi molto piovosi, in funzione di ciò le misure possono dirsi “inquinate” dalla forte attività dell’acqua piovana. Al contrario, sarebbe maggiormente utile misurare l’impatto ambientale durante i mesi secchi, quando l’attività delle “acque di miniera” riveste grande importanza nella portata del Gromolo. I punti critici ed a maggior rischio inquinamento sono la confluenza del Gromolo con la discarica della galleria Ida; la zona di Balicca, in cui il fiume riceve le acque della galleria Castagna; le confluenze coi rii Cattan e Boeno. Molto preoccupante, a nostro avviso, la situazione del rio Boeno. Altra zona potenzialmente inquinata del nostro comune è quella di Fossa Lupara, in cui la miniera scaricò dal 1935 alla chiusura i fanghi acidi derivati dalla lavorazione del rame povero. Questa “pasta” di rame ed acido veniva buttata nei buchi della vecchia cava di argilla. In funzione di ciò, venne coniato il toponimo “Ramaia”. Bene quindi la voglia di inserire un depuratore (idea proposta da noi per primi), ma bisognerà scegliere con perizia il luogo dove installarlo, visto che i problemi d’inquinamento minerario sono molti e dislocati a distanza tra loro”.

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