Published On: Sab, Dic 10th, 2016

In Italia ogni città aveva la sua ora solare. Orario unico nazionale dal 1866

Il Re ordinò: sincronizzate gli orologi 1866-2016: 150° anniversario dell’Unità dell’Ora Vincenzo Gaggero e Giampiero Barbieri – a cura dell’Associazione Culturale il Sestante di Chiavari

sabato 10 dicembre, ore 16.00 Spazio Aperto di Via dell’Arco, Santa Margherita Ligure

Scriveva il Ministro dei lavori pubblici nella sua relazione del 22 settembre 1866, cinque anni dopo l’Unità d’Italia: “… si potrà correre senza interruzione per via ferrata da Eboli ad Udine, passando per Napoli, Roma, Perugia, Firenze, Bologna, Ferrara, Rovigo e Padova. In questo viaggio sarebbero 5 i tempi medi regolatori: quello di Napoli per il tratto da Eboli a Napoli; quello di Roma da Napoli a Roma ed a Foligno; quello di Firenze da Foligno a Firenze e Pistoia; quello di Torino da Pistoia a Ferrara ed al Po; quello di Verona dal Po a Rovigo ed Udine”.

Se in un villaggio l’orologio del campanile era sufficiente per regolare la vita della collettività, soprattutto contadina, nelle maggiori città si erano già avvertiti i problemi della mancanza di sincronizzazione e si era adottato un “tempo medio”: nel 1852 a Torino, nel 1858 a Bologna, nel 1860 a Milano. Con l’unificazione della Nazione e delle reti ferroviarie occorreva sincronizzare le diverse città tra loro: essenziale per evitare i “5 tempi medi regolatori” e garantire regolarità di marcia e sicurezza, ma anche importante politicamente per sottolineare l’Unità.

Ecco allora che un Regio Decreto di 150 anni fa stabilisce che “Il servizio dei convogli nelle ferrovie, quello dei telegrafi, delle poste, delle messaggerie e dei piroscafi postali nelle provincie continentali del Regno d’Italia verrà regolato col tempo medio di Roma a datare dal giorno in cui sarà attivato l’orario delle strade ferrate per la prossima stagione invernale 1866-67“, con l’eccezione “Nelle isole di Sicilia e Sardegna i servizi predetti saranno regolati ad un meridiano preso sul luogo nelle rispettive città di Palermo e di Cagliari“.

Ad approfondire questa interessante “avventura” sono il Sottotenente di Vascello Vincenzo Gaggero e l’Ing. Giampiero Barbieri dell’Associazione Culturale il Sestante, che hanno approntato anche un’interessante mostra sull’argomento.

Un’avventura che prosegue: nel 1858 un matematico di Budrio, Giuseppe Barilli (che usava lo pseudonimo Quirico Filopanti) aveva ideato il sistema dei fusi orari: un Regio Decreto del 10 agosto 1893 stabilì che dal 1 novembre “Il servizio delle strade ferrate in tutto il Regno d’Italia verrà regolato secondo il tempo solare medio del meridiano situato a 15 gradi all’Est di Greenwich, che si denominerà tempo dell’Europa Centrale“, comprese le isole. Questo avrebbe risolto il problema della diversità d’ora tra uno Stato e l’altro. Aggiungiamo che l’orologio, oltre ad essere strumento di lavoro, costituisce un interessante elemento architettonico che Gaggero e Barbieri mettono in evidenza, per una “storia” a 360 gradi.

L’incontro ha il patrocinio del Comune di Santa Margherita. Appuntamento sabato 10 dicembre alle ore 16.00, in via dell’Arco 38 a Santa Margherita Ligure.