Published On: Ven, Set 9th, 2016

Incendio sul Bracco. Arsa una casa in contrada Boschi. Salvati due 80enni. Tutta colpa di un contadino?

L’incendio sul Bracco, tra Casarza Sestri levante e Moneglia, non si ferma. Una casa è andata a fuoco in contrada Boschi, abitata da due ottantenni che per fortuna erano già stati evacuati. La moglie, visto quanto accadeva, si è sentita male ed è stata portata via in ambulanza al Pronto Soccorso di Lavagna. Il consigliere Marco Conti, presente in zona alle 23, segnala che la casa si trovava vicino a molte altre abitazioni (tutte isolate una dall’altra, per fortuna), tra cui quella del vice segretario del Comune di Sestri Levante. Cinque villette sono state evacuate, sempre a Boschi. Il proprietario della casa andata in fiamme è Stefano Napoli, nato nel 1936, un inventore conosciuto per avere creato diversi congegni elettronici e delle app per la Curia di Chiavari.

Stanotte rischia di nuovo la zona della chiesa di San Rocco, vicina ai ripetitori tv e gsm. In giornata era andato bruciato un ripetitore tv che serve Entella tv. Ai colleghi va la nostra solidarietà.

I colpevoli. In serata l’agenzia Ansa ha diffuso un comunicato in cui si individuava la causa dell’incendio (partito da Novano, e poi esteso verso Boschi, Casaggiori, Makallé e Manierta, ma per l’azione del vento -quindi non ci sarebbero “incendiari”). L’incendio sarebbe stato causato da un contadino, il quale –in una giornata e stagione simile– avrebbe acceso delle sterpaglie nella zona appunto di Novano.

Perciò rimane valido ciò che diciamo da sempre: gli incendi scoppiano per incuria, disattenzione (per non usare insulti). Intanto 200 ettari di bosco sono andati in fumo… E oltre 200.000 euro sono il costo per il solo intervento aereo…
Anche per questo motivo tutte le Amministrazioni – a partire dalla Regione– dovrebbero comportarsi con le Allerta Incendio con enorme senso di responsabilità. Da una settimana eravamo sotto la mannaia del rischio. In questi casi Protezione Civile e tutti gli altri soggetti dovrebbero farsi vedere prima lungo le principali strade, per dare il segno del pericolo, per dare il segno delle sanzioni pesanti cui si dovrebbe ricorrere per salvare quello che è il nostro tesoro: il territorio. L’Arpal potrebbe diramare dei bollettini. Ma questi sono discorsi, e ne siamo stufi: aspettiamo azioni concrete.
Siamo amareggiati. Speriamo bene: che il vento non soffi troppo stanotte.
P.S: Si sa poco della situazione in Vallegrande, ma le gallerie Sestri-Moneglia dovrebbero essere aperte.
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