Published On: Gio, Mag 15th, 2014

Incontro al liceo Luzzati sul rapporto tra individuo e fede. “Credere” in cosa e in chi?

Credere a X, oppure a Y?
Credere alla religione di un guru del Kazakistan?
Credere a un guru tecnologico di Seattle?
Credere che non c’è niente da credere?
Credere che gli americani non sono andati sulla Luna?
Credere nello scetticismo?

TUTTI credono in qualcosa. Diceva un tale che, piuttosto che credere a un piccolo leader di partito o a un piccolo dio, tanto valeva farsi cristiano, per realismo, anche se era non credente. Molti scettici totali convinti, sono però convinti credenti in Grillo, Berlusconi, Renzi, Obama, Merkel, o nei Coldplay o nel calcio o nell’efficacia dell’Aspirina contro ogni malattia…

In effetti il cristianesimo sarebbe in effetti una “non religione”, come sostiene il teologo e antropologo René Girard (Gesù è venuto al mondo per abolire il sacerdozio e la pratica del sacrificio e del capro espiatorio). Gesù ha separato nettamente lo Stato e la religione, e ha detto  che l’uomo è naturalmente inclinato al bene ma insieme anche al male (diversamente da Rousseau), e che non ci sono “santi” umani da adorare (solo Dio).

Il tema della fede va accompagnato con quello dello studio.
Perché, se si leggono i Vangeli, allora si capisce che la fede non è un fatto  di transfert psicologico, di eclisse della ragione.
C’è insomma uno spazio “laico” per la “religione”. E soprattutto per capire e “leggere” il mondo e la vita, l’esistenza del pensiero, è necessario l’apporto simultaneo della scienza e del ragionamento algoritmico, e anche della profondità delle cose, dei sogni, dell’esistenza dei sentimenti, della psiche, del ragionamento euristico. Non lo dice un prete, ma il regista Stanley Kubrik in 2001 Odissea nello Spazio (è la sigla del computer HAL). Non lo dice un teologo, ma un logico e scienziato come Godel.
Chi è giovane ha il diritto/dovere di approfondire questi temi, se vuole avere un mezzo di propulsione nella vita che non sia semi bloccato e senza carburante.

Per questo motivo è buona l’iniziativa dell’Ufficio per la Pastorale giovanile e dell’Ufficio Scuola della Diocesi di Chiavari (“Progetto credere”). Questa mattina si è svolto nell’aula magna del liceo artistico “Luzzati” a Chiavari un incontro con Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere della Sera, sul tema “Ciò in cui credo”.
Ma, più che una semplice audizione, serve un approfondimento personale, una razionalizzazione. E’ questo il senso universale, non solo “religioso”, della questione proposta.

Mark Zuckerberg

Mark Zuckerberg

rené girard

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