Published On: Mar, Set 16th, 2014

Incontro con Marco Olmo, il podista di ultra trail che ha corso per 144.000 km.

Martedì 16 settembre 2014 Palazzo Fascie, Sala Bo. Ore 21.00.
L’atleta Marco Olmo questa sera sarà ospite del MuSel e racconterà la sua esperienza, mostrando immagini delle sue gare e dei suoi allenamenti. Ad accompagnarlo, la scrittrice Gaia De Pascale che presenterà il libro “Correre è una filosofia” (ed. Ponte alle Grazie 2014).
Marco Olmo è uno degli atleti più noti nel panorama del podismo internazionale. Lo scorso anno gli è stato assegnato il Premio letterario “Città di Chiavari” per il libro Il Corridore (ed. Ponte alle Grazie 2012), scritto a quattro mani con Gaia De
Pascale. In quella occasione, il direttore del MuSel, Fabrizio Benente, ha avuto l’opportunità di conoscerlo e di intervistarlo. Da quell’occasione è nata l’idea di invitare Olmo e De Pascale a Sestri Levante, nel quadro della rassegna “Estate al MuSel”
Nato nel 1948 a Robilante, un piccolo paese delle valli montane cuneesi, Marco Olmo ha cominciato a correre a 27 anni, «quando gli altri smettevano».

All’età di quarant’anni ha iniziato ad affrontare competizioni estreme come la Marathon de Sables, 230 km in assoluta autosufficienza alimentare e condizioni climatiche proibitive nel deserto marocchino, la Desert Cup (168 km nel deserto giordano), la Desert Marathon in Libia e la Maratona dei 10 Comandamenti (156 km sul Monte Sinai), raccogliendo un successo dopo l’altro. A 58 anni è diventato Campione del Mondo, vincendo l’Ultra Trail du Mont Blanc, la gara di resistenza più importante e dura al mondo, che ha vinto due volte di fila. Sono ben 167 km attraverso Francia, Italia e Svizzera, oltre 20 ore di corsa ininterrotta attorno al massiccio più alto d’Europa. 
Per descrivere Marco Olmo basta ricorrere alle parole del Corridore: “È raro che io passi un giorno senza correre. O sono sui miei monti, oppure sono in gara. Ho provato anche a tenere il conto dei chilometri percorsi in questi trentasei anni, ma è molto difficile.
Soprattutto in montagna non conta lo spazio attraversato, conta il tempo. Ma volendo fare un calcolo di massima, sono più o meno 4000 chilometri all’anno. Per 36, fanno 144.400. L’equatore terrestre è lungo circa 40.000 chilometri. Ho fatto quasi quattro giri del mondo; può sembrare crudele, ma la corsa è paragonabile al pugilato: devi colpire l’avversario quando è in difficoltà. L’atteggiamento giusto nell’ultratrail è quello della iena, o dell’avvoltoio. Aggirarsi pazientemente, fino al momento giusto. E quando arriva il momento, attaccare senza rimpianti. Lo scopo di una gara è vincere. Mai scordarlo”.

Ingresso libero Con il patrocinio di UISP – Comitato di GenovaCon la collaborazione di Galleria
Creatini e Landriani, AMR Sestri, Aragosta d’Oro, Levante Running

marco olmo

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